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Dall'illusione alla Verità - Gloria Polo |
Testimonianza dal vivo di
Gloria Polo, medico dentista,
in una chiesa di Caracas, Venezuela, il giorno 5 maggio 2005.
"Sono stata alle porte
del cielo
e dell'inferno"
DICHIARAZIONE
Dopo l'abrogazione dei canoni 1399 e 2318 del Codice di Diritto
Canonico, ad opera di Paolo VI in AAS 58 (1966), gli scritti
riguardanti nuove apparizioni, manifestazioni, miracoli, ecc.,
possono essere divulgati e letti dai fedeli anche senza autorizzazione
esplicita da parte dell'autorità ecclesiastica, purché
i contenuti osservino in tutto la morale cristiana .
In accordo con il decreto di Urbano VIII, dichiariamo che, ai
fatti narrati o presentati, non si dà ufficialmente alcun
valore soprannaturale, fino a quando l'Autorità Ecclesiastica
non abbia espresso il suo giudizio.
CON LA PUBBLICAZIONE DI QUESTA TESTIMONIANZA, NON SI VUOLE IN
ALCUN MODO ANTICIPARE IL GIUDIZIO DEFINITIVO DELLA CHIESA, PERTANTO
CI SI SOTTOMETTERÀ PIENAMENTE ALLLE SUE DECISIONI UFFICIALI.
DALLA PREFAZIONE
ALL'EDIZIONE PORTOGHESE
Questa testimonianza di Gloria Polo capitò nelle mie
mani attraverso una persona, di cui sono molto amico. Quando
lessi questa storia, sentii il dovere di metterla per iscritto:
le realtà di fede che vi si trovano qui raccontate, facevano
già parte della mia conoscenza. Ma non volevo lasciar
cadere tanta verità, per questo decisi di chiedere alla
protagonista della storia l'autorizzazione di mettere per iscritto
questa sua esperienza.
Il libro che stai per leggere non contiene niente di più,
niente di meno, di quello che si trova nella Sacra Scrittura:
eppure, dal momento che tanti non riescono a vedere la verità
del post-morte, Dio fece sperimentare e vivere a qualcuno questo
"di più", di cui parla la Bibbia. Questo qualcuno
si chiama Gloria Polo, che ritornando in questa vita divenne
come il faro di una realtà che riguarda tutti.
Spero che questa testimonianza di Gloria Polo possa aiutarti
nella tua ricerca della Verità.
Questo libro vuole semplicemente mostrarti una realtà
viva che ignori, nonostante tu possa conoscerla, almeno in parte,
se in qualche modo metti in pratica la Parola di Verità
chiamata BIBBIA. (
)
Padre Macedo SCJ
INTRODUZIONE
Se qualcuno ha dubbi, o pensa che Dio non esiste, che l'Aldilà
sia cosa da film, o che con la morte tutto finisce, faccia il
favore di leggere questa testimonianza! Ma legga dall'inizio
alla fine! Sicuramente la sua opinione, fosse anche la più
scettica, cambierà! Si tratta di un fatto realmente accaduto!
Gloria Polo è una donna che "morì",
passò all'altro mondo e ritornò proprio per dare
la sua testimonianza agli increduli. Dio ci dà molte
prove, ma noi neghiamo sempre la sua esistenza.
Gloria Polo vive attualmente in Colombia, continua ad esercitare
la stessa professione che aveva prima dell'accaduto. E' rimasta
con enormi cicatrici, ma ha una vita normale; la differenza
è che adesso è una donna con molta fede! Viaggia
molto, per dare la sua testimonianza a migliaia di persone,
compiendo la missione che Dio le ha affidato (ha l'autorizzazione
da parte della Chiesa per questo).
Questa è la trascrizione di una sua testimonianza, data
in una chiesa di Caracas (Venezuela), il 5 maggio del 2005,
e che traduciamo dallo spagnolo. E' autentico! NON E' FINZIONE.
TESTIMONIANZA DI GLORIA POLO
Buon giorno, fratelli. E' meraviglioso per me essere qui, per
condividere con voi questo regalo così bello che il Signore
mi fece.
Quello che sto per raccontarvi, accadde il 5 Maggio 1995, all'Università
Nazionale di Bogotà, a partire dalle ore 16.30.
Sono dentista. Io e mio cugino di 23 anni, anch'egli dentista,
stavamo studiando per prendere la specializzazione. In quel
giorno, che era di venerdì, intorno alle 16.30 h, camminavamo
insieme con mio marito verso la Facoltà di Odontoiatria,
per cercare alcuni libri di cui avevamo bisogno. Con mio cugino
camminavo sotto un piccolo ombrello, mentre mio marito indossava
un impermeabile e per ripararsi meglio camminava lungo la parete
della Biblioteca Generale. Noi due saltavamo da una parte all'altra
per evitare le pozzanghere, avvicinandoci così agli alberi:
mentre ne saltavamo una piuttosto grande, ci cadde addosso un
fulmine, che ci lasciò carbonizzati.
Mio cugino morì sul colpo. Il fulmine entrò da
dietro, bruciandolo dentro completamente, e uscì dal
piede, lasciandolo intatto all'esterno. Nonostante la sua giovane
età, era un ragazzo molto religioso. Aveva una gran devozione
per Gesù Bambino e ne portava sempre al collo una Sua
immagine: si trattava di un cristallo di quarzo tipo medaglia.
Le autorità dissero che fu il quarzo ad attirare il fulmine
su mio cugino, perché entrò nel cuore bruciandolo
tutto
Rimanendo intatto esternamente, ebbe subito un arresto cardiaco
che non rispose ai tentativi rianimazione fatti dai medici,
e morì sul posto.
Quanto a me, il fulmine mi entrò dal braccio, bruciando
spaventosamente tutto il corpo, sia fuori che dentro: in pratica
sparì la mia carne; così anche i seni, specialmente
il sinistro, al posto del quale rimase un buco. Fece sparire
la carne del mio ventre, delle gambe, delle costole, carbonizzò
il fegato, bruciò gravemente i reni, i polmoni, le ovaie
e uscì dal piede destro.
Per la mia contraccezione, facevo uso della spirale, (un dispositivo
intra-uterino a forma di T), e poiché il materiale di
cui è fatto (il rame) è un buon conduttore elettrico,
il fulmine carbonizzò e polverizzò anche le ovaie,
che diventarono come due acini d'uva passa.
Rimasi in arresto cardiaco, praticamente senza vita, con il
corpo che saltava a causa dell'elettricità ancora presente
in quel luogo.
Questo corpo che voi vedete qui, adesso, questo corpo ricostruito,
è frutto della misericordia di Nostro Signore.
L'ALTRO MONDO
Ma questa è solo la parte fisica
Il bello è
che, mentre il mio corpo rimaneva lì carbonizzato, in
quello stesso istante io mi ritrovai dentro un bellissimo tunnel
bianco di luce, una luce meravigliosa, che mi faceva sentire
una gioia, una pace, una felicità che non ho parole per
descrivere la grandezza di quel momento. Fu una vera estasi.
Guardai, e nel fondo di questo tunnel vidi una luce bianca,
come un sole, una luce bellissima
Dico bianca per dirvi
un colore, ma si tratta di colori che non si possono paragonare
a quelli che esistono sulla terra. Era una luce stupenda: sentii
attraverso di essa come una fonte di pace, di amore, di luce
Quando salii per questo tunnel verso la luce, mi dissi: "Caramba,
sono morta !"
Allora pensai ai miei figli e sospirai: "Ahimé,
mio Dio, i miei figliolini! Che cosa diranno i miei figli? Questa
madre così occupata, che mai aveva tempo per loro
".
Infatti, uscivo al mattino presto tutti i giorni, e non rientravo
prima delle 11 di notte.
Allora vidi la realtà della mia vita, e sentii molta
tristezza. Ero uscita di casa decisa a conquistare il mondo,
ma a che prezzo! ...Mettendo al secondo posto la mia casa e
i miei figli! ...In quell'istante di vuoto per l'assenza dei
miei figli, senza sentire più il mio corpo, né
la dimensione del tempo e dello spazio, guardai, e vidi qualcosa
di molto bello: vidi tutte le persone della mia vita
In
un unico istante, nel medesimo momento, tutte le persone, quelle
vive e quelle defunte. Potei abbracciare i miei bisnonni, i
nonni, i genitori (che erano morti)
tutti! Fu un momento
di pienezza, meraviglioso. Compresi allora di essermi ingannata
con la storia della reincarnazione: mi avevano detto che mia
nonna si era reincarnata, ma senza dirmi dove. Poiché
l'informazione mi costava troppi soldi, lasciai stare e non
approfondii le ricerche per sapere in chi si fosse reincarnata.
Sapete, io difendevo la teoria della reincarnazione
E
adesso, lì, avevo appena abbracciato la mia nonna, la
bisnonna
Le abbracciai bene, come potei fare con tutte le persone che
conoscevo, vivi e defunti. E tutto in un unico istante. Mia
figlia, quando l'abbracciai, si spaventò: aveva 9 anni,
e sentì il mio abbraccio, perché io potevo abbracciare
anche i vivi (solo che, normalmente, non sentiamo quest'abbraccio).
Quasi non mi resi conto del passare del tempo, durante quel
momento così bello. E poi, ora che non avevo più
il corpo, era stupendo vedere le persone in un modo del tutto
nuovo. Prima, infatti, sapevo solo criticare: se uno era grasso,
magro, brutto, elegante, non elegante, ecc.
Quando parlavo degli altri, dovevo sempre fare qualche critica.
Adesso no: adesso vedevo le persone dal di dentro, e com'era
bello
Mentre li abbracciavo, vedevo i loro pensieri, i
loro sentimenti
Così continuavo ad avanzare, piena di pace, felice; e
quanto più salivo, tanto più sentivo che stavo
per vedere qualcosa di molto bello. Infatti, verso il fondo,
avvistai un lago bellissimo
si! Vedo un lago stupendo,
alberi così belli, ma così belli, meravigliosi
E fiori bellissimi, di tutti i colori, con un profumo delizioso,
così diverso da quelli dei nostri fiori
Tutto era
talmente bello in quel giardino stupendo, così meraviglioso
Non esistono parole per descriverlo, tutto era amore.
C'erano due alberi, ai lati di qualcosa che sembrava essere
un'entrata. E' tutto così diverso da quello che noi conosciamo
quaggiù: non si trovano al mondo colori simili, lassù
è tutto talmente bello! ...Fu in quel momento che mio
cugino entrò in quel meraviglioso giardino.
Io sapevo! Sentivo che non dovevo, non potevo entrare
lì
IL PRIMO RITORNO
In quello stesso istante sento la voce di mio marito. Si lamenta
e piange con un sentimento profondo, e grida: "Gloria!!!
Gloria! Per favore, non lasciarmi! Guarda i tuoi bambini, i
tuoi figli hanno bisogno di te! Gloria, torna indietro! Torna
indietro! Non essere vigliacca! Ritorna!"
Io sentii tutto, e lo vidi piangere con tanto dolore
Ahimé,
in quel momento Nostro Signore mi concede il ritorno
Ma
io non volevo tornare! Quella pace, quella gioia di cui ero
avvolta, mi affascinavano! Ma, poco a poco, cominciai a ridiscendere
verso il mio corpo, che trovai senza vita. Lo vidi esanime in
una barella dell'Università Nazionale di Infermeria.
Vidi i medici che davano scosse elettriche al mio cuore, per
togliermi dall'arresto cardiaco. Io e mio cugino eravamo rimasti
più di 2 ore stesi per terra, perché i nostri
corpi emanavano scariche elettriche, e non potevano essere toccati.
Solo quando l'elettricità si scaricò completamente,
poterono soccorrerci. Allora cominciarono i tentativi di rianimazione
su di me.
Guardai, e poggiai i piedi della mia anima (anche l'anima ha
forma umana), la mia testa fece una scintilla e con violenza
entrai, perché il corpo sembrava risucchiarmi dentro.
Fu un dolore immenso entrare: uscivano scintille da tutte le
parti ed io mi sentivo incastrare dentro qualcosa di molto piccolo
(il mio corpo). Era come se il mio corpo, con questo peso e
questa statura, entrasse improvvisamente in un vestito da bambino,
ma di ferro. Era una sofferenza terribile, sentivo il dolore
intenso della mia carne bruciata, il corpo tutto ustionato mi
procurava un dolore indescrivibile, ardeva terribilmente e sprigionava
fumo e vapore
Udii i medici gridare: "Torna in sé!
Torna in sé!"
Loro erano felicissimi, ma la mia sofferenza era indescrivibile!
Le gambe erano spaventosamente nere, il corpo e le braccia erano
rimaste con la carne viva! Il problema delle gambe si complicò
quando si considerò la possibilità di amputarle!
Ma per me c'era un altro dolore terribile: la vanità
di una donna mondana, la donna intraprendente, intellettuale,
la studentessa
Schiava del corpo, della bellezza, della
moda, dedicavo 4 ore ogni giorno all'aerobica; schiavizzata
per avere un bel corpo, mi sottoponevo a massaggi, diete, iniezioni
Insomma, tutto quello che potete immaginare. Questa era la mia
vita, una routine di schiavitù per avere un bel corpo.
Dicevo sempre: se ho un bel seno, è per mostrarlo; perché
nasconderlo?
Lo stesso dicevo delle mie gambe, perché sapevo di avere
delle gambe spettacolari, e buoni addominali
Ma in un
istante, vidi con orrore come tutta la mia vita era stata solo
una continua e inutile cura del corpo
Perché questo
era il centro della mia vita: l'amore al mio corpo. E adesso,
non avevo più un corpo! Al posto del seno avevo due buchi
impressionanti, soprattutto il sinistro, che era praticamente
sparito. Le gambe erano terribili a vedersi, come a brandelli,
senza carne, nere come il carbone. Notate: le parti del corpo
che più curavo e stimavo, furono quelle che rimasero
completamente bruciate e letteralmente senza carne.
ALL'OSPEDALE
In seguito mi portarono all'Ospedale del "Seguro Social",
dove mi operarono immediatamente, e cominciarono ad asportare
tutti i tessuti bruciati. Mentre mi anestetizzavano, uscii nuovamente
dal corpo, preoccupata per le mie gambe, quando all'improvviso,
in quello stesso momento, terribile e orribile
Ma prima devo dirvi una cosa, fratelli: io ero una "cattolica
dietetica", lo fui per tutta la vita, perché la
mia relazione con Dio si risolveva in una Messa di 25 minuti
alla Domenica, e basta. Andavo alla Messa dove il sacerdote
parlava meno, perché mi stancavo! Che angoscia sentivo,
con quei sacerdoti che parlavano molto! Questa era la mia relazione
con Dio! Per questo tutte le correnti del mondo mi trascinavano:
mi mancò la protezione della preghiera fatta con fede,
anche nella Messa! Un giorno, quando stavo studiando per la
specializzazione, udii un sacerdote affermare che non esiste
l'inferno, e nemmeno i demoni! Era proprio quello che volevo
sentirmi dire! Subito pensai fra me: se non esistono i demoni,
e l'inferno non c'è, allora andiamo tutti in Cielo! E
perciò, cos'ho da temere?!
Ciò che più mi rattrista ora, e che vi confesso
con grande vergogna, è che l'unico legame che ancora
mi manteneva nella Chiesa, era la paura del diavolo. Quando
sentii che l'inferno non esiste, dissi immediatamente: benissimo,
se tutti andiamo in Cielo, non importa quello che siamo o quello
che facciamo!
Questo determinò il mio allontanamento totale dal Signore.
Mi allontanai dalla Chiesa e cominciai a parlare male, con parolacce,
ecc. Non avevo più paura del peccato, e cominciai a guastare
la mia relazione con Dio. Iniziai a dire a tutti che i demoni
non esistono, che sono invenzioni dei preti, che sono manipolazioni
da parte della Chiesa, e infine
Arrivai a dire ai miei
colleghi dell'Università che Dio non esisteva, che eravamo
un prodotto dell'evoluzione, ecc. ecc., riuscendo a influenzare
molta gente!
Torniamo adesso nella sala operatoria: quando mi vedo in quella
situazione, che spavento terribile! Vedevo finalmente che i
demoni esistono eccome, e venivano a cercare proprio me! Venivano
a presentarmi il conto, per così dire, poiché
avevo accettato le loro offerte di peccato! E queste offerte
non sono gratis! Si pagano!! I miei peccati avevano le loro
conseguenze
In quel momento, dunque, cominciai a veder uscire, dalla parete
della sala operatoria, tantissime persone, apparentemente comuni,
normali, ma con uno sguardo pieno d'odio, diabolico, spaventoso,
che fece tremare la mia anima: percepii immediatamente che si
trattava di demoni. Avevo in me come una consapevolezza speciale:
comprendevo infatti che a ciascuno di essi dovevo qualcosa,
che il peccato non è gratuito, e che la principale menzogna
del demonio è quella di dire che non esiste: questa è
la sua migliore strategia per poter lavorare a piacere con noi.
Mi resi conto che sì, esiste, e che veniva per accerchiarmi,
per cercarmi! Immaginatevi lo spavento, il terrore!!
La mia mente scientifica e intellettuale, adesso non mi serviva
a niente. Giravo qua e là nella stanza, cercavo di rientrare
nel mio corpo, ma questa mia carne non mi riceveva, e lo spavento
era terribile! Finii col fuggire di corsa, attraversai non so
come la parete della sala operatoria, sperando di potermi nascondere
tra le corsie dell'ospedale, ma quando passai il muro
Giù! Feci un salto nel vuoto...! Mi diressi dentro una
quantità di tunnel che scendevano verso il basso. Al
principio c'era ancora un po' di luce, ed erano come alveari
in cui si trovava tantissima gente: giovani, vecchi, uomini,
donne, che piangevano, e con urla spaventose stridevano i denti
Ed io, sempre più atterrita, continuavo a scendere, cercando
di uscire da lì, mentre la luce andava via via perdendosi
Rimasi a vagare per quei tunnel in un buio spaventoso, finché
arrivai ad un'oscurità che non si può paragonare
a niente altro
Posso solo dire che, in confronto, l'oscurità
più buia della terra non è neppure paragonabile
al pieno sole di mezzogiorno. Laggiù, quella stessa oscurità
genera dolore, orrore, vergogna, e puzza terribilmente. E' un'oscurità
vivente, sì, è viva: là niente è
morto o inerte. Alla fine della mia discesa, correndo lungo
tutti questi tunnel, arrivai ad un luogo pianeggiante. Ero disperata,
con una volontà di ferro di uscire da lì: la stessa
volontà che avevo di salire nella vita, ma che ora non
mi serviva a niente, perché lì stavo e lì
rimanevo. Ad un certo punto vidi il suolo aprirsi, come una
grande bocca, enorme! Era viva! Viva! Sentii il mio corpo vuoto,
vuoto in un modo impressionante, e sotto di me un abisso incredibilmente
spaventoso, orribile; ciò che più agghiacciava
era che, da lì in giù, non si sentiva nemmeno
un po' d'Amor di Dio, neanche una gocciolina di speranza. Quella
voragine aveva come qualcosa che mi risucchiava dentro. Io gridavo
come una pazza, terrorizzata, sentendo l'orrore di non poter
evitare quella discesa, perché avvertivo di scivolare
irrimediabilmente dentro
Sapevo che, se fossi entrata,
non sarei affatto rimasta là, ma avrei continuato a scendere,
senza poter mai più risalire. Era, questa, la morte spirituale
per la mia anima.
La morte spirituale dell'anima: ero irrimediabilmente perduta
per sempre. Ma in quest'orrore così grande, proprio mentre
sto per entrare, S. Michele Arcangelo mi afferra per i piedi
Il mio corpo entrò in quell' abisso, ma i piedi rimanevano
presi in alto. Fu un momento terribile e veramente doloroso.
Quando arrivai lì, la luce che ancora restava nel mio
spirito infastidì quei demoni; tutti gli orripilanti
esseri immondi che abitano là, immediatamente si attaccarono
a me. Quelli esseri orribili erano come larve, come sanguisughe
che cercavano di tappare la luce. Immaginatevi l'orrore nel
vedermi coperta da tali creature
Io gridavo, gridavo come
una pazza! Quelle cose bruciavano! Fratelli, sono tenebre vive,
è un odio che brucia, che ci divora, ci mette a nudo.
Non ci sono parole per descrivere quell'orrore!
LE ANIME DEL PURGATORIO
Notate che io ero atea, ma lì cominciai a gridare: "Anime
del Purgatorio! Per favore, tiratemi fuori di qui! Vi supplico,
aiutatemi!"
Mentre gridavo, cominciai a sentir piangere migliaia e migliaia
di persone, giovani
Sì, soprattutto giovani, con
tanta, tanta sofferenza! Percepii che lì, in quel luogo
terribile, in quel pantano d'odio e di sofferenza, stridevano
i denti, con urla e lamenti che mi riempivano di compassione
e che mai più potrò dimenticare
(Sono già
passati 10 anni, ma ancora piango e soffro, quando ricordo la
sofferenza di tutte quelle persone)
Dicevo, compresi che
lì si trovavano tutte quelle persone che, in un attimo
di disperazione, si erano suicidate
Adesso stavano in
quei tormenti, con quegli esseri orribili vicino a loro, circondate
da demoni che le tormentavano. Ma il più crudele di questi
tormenti era l'assenza di Dio, perché là non si
sente Dio. Compresi che, coloro che in un momento di disperazione
si erano tolti la vita, dovevano rimanere lì, fra quei
tormenti, fino a che sulla terra non fossero trascorsi tutti
gli anni che avrebbero avuto ancora da vivere: perché
tutti quelli che si suicidano, escono dall'Ordine Divino.
Quelle povere persone, soprattutto tanti giovani, tanti, tanti
Piangono e soffrono molto
Se l'uomo sapesse la sofferenza
che lo aspetta, mai nessuno prenderebbe la decisione di togliersi
la vita!
Sapete qual è il maggior tormento, là?
E' vedere come i propri genitori, o i familiari, che sono vivi,
stanno piangendo e soffrendo con tremendi sensi di colpa: se
io l'avessi castigato, o se non l'avessi castigato, se io gli
avessi detto, o non glielo avessi detto, se avessi fatto questo
o quello
Alla fine, questi rimorsi così terribili,
-un vero inferno per quelli che li amano e restano in questa
vita-, sono ciò che più li fa soffrire. E' il
tormento maggiore per loro, ed è qui che i demoni infieriscono,
mostrando queste scene:
"Guarda come piange tua madre, guarda come soffre, guarda
come soffre tuo padre, guarda come sono disperati, come sono
angosciati, come s'incolpano e discutono, accusandosi a vicenda,
guarda tutta la sofferenza che hai procurato loro. Guarda come
si ribellano contro Dio. Guarda la tua famiglia
Tutto
questo per colpa tua!"
Ciò di cui queste povere anime hanno bisogno, è
che quanti restano quaggiù comincino un cammino di conversione,
che cambino vita, che facciano opere di carità, che visitino
i malati
E che offrano Messe in suffragio dell'anima del
defunto. Queste anime beneficiano enormemente di tutto ciò.
Infatti, le anime che si trovano in Purgatorio non possono più
fare niente per se stesse. Niente! Ma Dio sì, attraverso
la Messa. Anche noi dobbiamo aiutarle in questo modo.
Compresi dunque che quelle povere anime non potevano aiutarmi,
e in questa sofferenza, in questa angoscia, cominciai nuovamente
a gridare: "Ma qui c'è un errore! Guardate che io
sono una santa! Io non ho mai rubato! Non ho mai ucciso! Non
facevo male a nessuno! Anzi, prima di andare in fallimento,
importavo i migliori prodotti dalla Svizzera, toglievo e aggiustavo
i denti, e molte volte non facevo pagare se i clienti non potevano
permetterselo! Io facevo la spesa e la donavo ai poveri! Che
ci faccio qui?!..."
Rivendicavo i miei diritti! Io, che ero così buona, che
sarei dovuta andare dritta in Cielo, che cosa ci facevo lì?!
Andavo tutte le Domeniche a Messa, nonostante mi considerassi
atea e non dessi attenzione a ciò che il sacerdote diceva;
non mancavo mai. Se mancai alla Messa della Domenica 5 volte
in tutta la mia vita, era tanto! Cos'è che ci facevo
lì?!
"Ma che ci faccio io, qui? Tiratemi fuori di qui! Tiratemi
fuori di qui!". Continuai a gridare atterrita, con quegli
esseri orribili appiccicati a me!
"Io sono cattolica! Io sono cattolica, per favore, tiratemi
fuori da qui!"
VIDI I MIEI GENITORI
Quando gridavo che ero cattolica, vidi una piccola luce: e
guardate che una lucina pur piccola, in quelle tenebre, è
il massimo, è il più gran regalo che si possa
ricevere. Vedo dei gradini in cima a questa voragine, e vedo
mio padre (che era morto 5 anni prima) quasi all'entrata dell'abisso.
Aveva un pochino più di luce; e quattro gradini più
su vidi mia madre, con moltissima più luce e in una posizione
così, come in preghiera. Appena li vidi, ebbi una gioia
così grande che cominciai a gridare: "Papà!
Mamma! Che gioia! Venite a prendermi! Venite a togliermi da
qui! Papà, mamma, per favore, tiratemi fuori di qui!
Vi supplico, portatemi via da qui! Portatemi via!!"
Mentre succedeva tutto questo, il mio corpo si trovava in coma
profondo: ero intubata, collegata alle macchine, e agonizzante.
L'aria non entrava più nei polmoni, i reni non funzionavano
Se rimanevo collegata ai macchinari, era soltanto perché
mia sorella, che è medico, aveva insistito con i suoi
colleghi, adducendo il motivo che loro non erano Dio. Infatti,
pensavano che non valesse la pena tenermi in vita, e parlarono
in questi termini ai miei familiari: dissero che non era il
caso di accanirsi, che era meglio lasciarmi morire tranquilla,
perché ormai mi trovavo in agonia. Ma mia sorella insistette
così tanto, che essi
Sapete l'incoerenza? Io difendevo l'eutanasia, il diritto a
morire dignitosamente!
I medici non lasciavano entrare nessuno dove stavo io, se non
questa mia sorella medico, che rimaneva continuamente accanto
a me.
Quando la mia anima, che si trovava nell'aldilà, vide
i miei genitori, mia sorella, che stava vicino al mio corpo
in coma, mi udì chiaramente gridare a loro, tutta contenta,
che mi venissero a prendere.
Forse a qualcuno di voi sarà capitato di sentire una
persona in stato d'incoscienza gridare, o pronunciare delle
parole: è quello che successe con me. Feci quasi morire
di spavento mia sorella! Infatti, cominciai a gridare di gioia
quando li vidi, chiedendo loro di venire a prendermi; allora
mia sorella, che udì tutto, urlò: "Adesso
sì che è morta, mia sorella! Mia madre e mio padre
sono venuti a prendersela! Andate via, non prendetela! Và
via, mamma, per favore; và via, papà, per favore:
non prendetela! Guardate che ha i figli piccolini! Non portatevela
via! Non portatevela via!"
I medici dovettero tirarla fuori di là, pensando che
la mia povera sorella stesse delirando, che fosse in stato di
shock; il che sarebbe stato normale, perché non era cosa
da poco quello che stava passando: la morte di mio cugino, andare
a prendere il cadavere all'obitorio, la sorella che muore, non
muore, ma non supererà le 24 ore, secondo il parere dei
medici
Era ormai da tre giorni che andava avanti con quest'angoscia,
e per giunta senza dormire. Non meraviglia che la credessero
esaurita e in preda alle allucinazioni
Quanto a me, immaginatevi che gioia quando vedo i miei genitori!
In quel luogo, in quella situazione così orribile nella
quale mi trovavo, vedo i miei genitori!
Quando guardarono verso di me e mi videro lì, non potete
immaginare che dolore immenso rivelarono i loro volti. Poiché
là percepiamo e vediamo i sentimenti degli altri, io
vidi il dolore che essi sentirono, quella loro sofferenza così
grande. Mio padre cominciò a piangere tanto, tanto, e
gridò: "Mia figlia! Oh, no! Mio Dio, mia figlia
no! Mio Dio, la mia fogliolina no!"
Mia madre pregava, e quando guardò verso di me io vidi
il dolore nei suoi occhi, ma nello stesso tempo niente le toglieva
la pace e la dolcezza del volto, nemmeno una lacrima! Invece
di piangere, alzò gli occhi, poi tornò a guardare
verso di me. Compresi con orrore che essi non potevano tirarmi
fuori di lì! Questo aumentò la mia sofferenza,
vedendoli lì a condividere il mio dolore ma senza poter
fare niente per me! Compresi pure che erano lì per rendere
conto al Signore dell'educazione che mi avevano dato. Essi erano
i tutori, ai quali era stato affidato il compito di custodire
i talenti che Dio mi aveva dato. Con la loro vita e la loro
testimonianza, dovevano proteggermi dagli attacchi di satana.
E dovevano alimentare le grazie, che Dio aveva posto in me attraverso
il Battesimo. Tutti i genitori sono i custodi dei talenti che
Dio dà ai figli.
Quando vidi la loro sofferenza, soprattutto quella di mio padre,
gridai nuovamente, disperata: "Toglietemi da qui! Toglietemi
da qui! Io non ho colpa di stare qui, perché sono cattolica!
Io sono cattolica! Tiratemi fuori di qui!"
IL MIO GIUDIZIO
Quando urlai di nuovo che ero cattolica, fratelli, udii una
Voce, così dolce, ma così dolce
Così
bella, che riempì tutto di pace e d'amore, e fece sussultare
la mia anima. Quelle orribili creature che mi stavano appiccicate,
all'udirla, si prostrarono immediatamente in adorazione, e chiesero
licenza di ritirarsi, perché non resistevano alla dolcezza
di quella Voce: allora si aprì qualcosa, come una bocca
verso il basso, ed essi fuggirono impauriti. Immaginatevi! Quando
vedo quegli esseri, quei demoni orripilanti, prostrati lì
Al solo udire la Voce del Signore, (nonostante l'orgoglio di
satana, per cui sentono la cosa come molto spiacevole), si buttarono
in ginocchio!
Quindi, vidi la Vergine Santissima prostrata, quando il sacerdote
elevò Nostro Signore nell'Ostia, durante la Messa che
veniva celebrata per l'anima di mio cugino. La Vergine Maria
intercedeva per me! Prostrata ai piedi di Nostro Signore, raccoglieva
tutte le preghiere che il popolo della mia terra faceva per
me, e le Gliele consegnava.
Sapete, al momento dell'elevazione, quando il sacerdote alza
l'Ostia, la presenza di Gesù si sente, tutti si prostrano
in ginocchio, perfino i demoni! ...E io, che andavo a Messa
senza un minimo di rispetto, senza dare alcuna attenzione, con
la gomma da masticare in bocca, a volte sonnecchiando, guardando
da una parte, persa in mille pensieri banali
! E poi avevo
anche la faccia tosta di lamentarmi, piena di superbia, che
Dio non mi ascoltava quando Gli chiedevo qualcosa!
Credetemi, era sconvolgente vedere come, al passare di Nostro
Signore, tutte quelle creature, tutti quegli esseri spaventosi,
si gettavano per terra, in un'adorazione impressionante.
Vidi la Vergine Maria, graziosamente prostrata ai piedi del
Signore, pregare per me, in adorazione davanti a Lui.
E
io, peccatrice, con la mia immondizia, a trattarLo senza alcun
rispetto, e dicendo che ero stata buona
Sì, buona
miserabile! Rinnegando e maledicendo il Signore!
Immaginate che peccatrice ero, quando perfino i demoni si prostravano
a terra, al passaggio del Signore Gesù Cristo
!
* * *
Quella Voce così bella mi dice: "Molto bene, se
tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti della Legge
di Dio!"
Pensate lo spavento! ...Quella domanda proprio non me
l'aspettavo! Io sapevo solo che erano 10! E poi
niente
più!
"E adesso, come me la cavo?", pensavo afflitta. Mi
ricordai allora che mia madre diceva che il primo comandamento
era l'amore, ne parlava sempre
L'amore a Dio e l'amore
al prossimo. Alla fine, i discorsi di mia madre erano serviti
a qualche cosa, mi dissi. Così scelsi questa risposta,
sperando che bastasse e che non si notasse il resto
! Pensavo
di cavarmela così, come sempre facevo quand'ero in vita:
infatti, avevo sempre la risposta pronta, la risposta perfetta,
riuscivo sempre a giustificarmi e a difendermi in modo tale,
che nessuno scopriva quello che non sapevo. Adesso pensavo di
cavarmela nello stesso modo. E cominciai a dire: "Il primo
comandamento è: amare Dio sopra ogni cosa, e
il
prossimo come me stesso."
"Molto bene: - mi disse - e tu l'hai fatto? Hai amato?
Tutta confusa, risposi: "Io
sì! Sì,
io sì. Sì!"
Ma quella Voce meravigliosa disse: "No!!!"
Vi assicuro che quando mi disse: "No!", allora sì
che sentii il colpo del fulmine! Infatti, ancora non avevo sentito
da che parte mi avesse colpito
Ma quando udii quel "No!",
il dolore del fulmine lo sentii tutto!... Mi sentii nuda, caddero
tutte le mie maschere, e rimasi allo scoperto.
Quella Voce soave continuò a dirmi: "No!!! Tu non
hai amato il tuo Signore sopra ogni cosa, e tanto meno hai amato
il tuo prossimo come te stessa! Tu ti sei fatta un Dio che hai
modellato su di te, sulla tua vita1 Solo nei momenti d'estrema
necessità, o di sofferenza, ti ricordavi del tuo Signore.
Allora sì, t'inginocchiavi, piangevi, chiedevi, offrivi
novene, ti proponevi d'andare a Messa, ai gruppi di preghiera,
domandando qualche grazia o miracolo
Quand'eri povera,
quando la tua famiglia era umile, quando ancora desideravi diventare
una professionista, allora sì, tutti i giorni pregavi
in ginocchio, ore intere, supplicando il tuo Signore! Pregavi,
chiedendomi che ti tirassi fuori da quella povertà, ti
permettessi di diventare una professionista e di essere qualcuno!
Quando ti trovavi nella necessità e avevi bisogno di
denaro, allora sì, promettevi: Prego il Rosario, ma Tu,
Signore, concedimi un po' di soldi!.
Questa era la relazione che avevi con il tuo Signore! Mai, hai
mantenuto una promessa fatta, neanche una! E oltre a non mantenere
le promesse, non mi hai mai ringraziato!"
E il Signore insistette su questo: "Tu davi la tua parola,
facevi una promessa al tuo Signore, ma mai la mantenevi!"
Il Signore mi mostrò una delle tante mie preghiere: quando
Gli chiesi la grazia di avere la mia prima auto, pregavo, e
molto umilmente chiedevo che per favore, mi concedesse anche
solo una macchinina, perfino vecchia, non importava
purché
funzionasse. Ma appena ottenni quello che desideravo, non dissi
nemmeno un "grazie" al Signore; e 8 giorni più
tardi, oltre a non averLo ringraziato, già Lo rinnegavo
e Lo maledicevo. Egli mi mostrò come, in tutte le grazie
che mi concedeva, non solo mancavo alle promesse fatte, ma nemmeno
rendevo grazie.
Vedevo il Signore in un modo veramente triste. Sapete, la mia
relazione con Dio era tipo "BANCOMAT": mettevo un
Rosario, e Lui doveva darmi denaro
e se non me lo dava,
mi ribellavo. Il Signore mi mostrò tutto questo. Non
appena mi permise di avere la mia professione, -e di conseguenza,
iniziare ad avere un certo prestigio e anche il denaro-, il
nome di Dio già mi stava stretto
Cominciai a sentirmi
grande, senza avere mai per Lui una minima espressione di amore,
o di gratitudine.
Essere riconoscente? Mai! Neppure un grazie per il nuovo giorno
che mi donava, o per la mia salute, o per avere un tetto dove
abitare
Oppure una preghiera di compassione per quei poveretti
che non hanno casa, né di che mangiare
Niente!!!
Ingrata al massimo! Oltre tutto, diventavo sempre più
incredula nei confronti del mio Signore, mentre credevo in venere
e mercurio per la fortuna, andavo ciecamente dietro all'astrologia,
dicendo che gli astri dirigono la nostra vita. Cominciai a credere
in tutte le dottrine che il mondo mi offriva. Credevo, per esempio,
nella reincarnazione: mi convinsi che, semplicemente, si moriva
e si ricominciava daccapo
e dimenticai di essere costata
un prezzo di Sangue al mio Signore Gesù.
Il Signore continuò: "Tutto quello che avevi, non
ti era stato dato perché lo avevi chiesto, ma era una
benedizione che ricevevi dal Cielo: tu, invece, dicevi di aver
ottenuto tutto da te, perché eri lavoratrice, lottatrice
Che ogni cosa l'avevi conquistata con le tue mani, e a forza
di studiare. No! Guarda: quanti professionisti ci sono, più
qualificati di te, che lavorano quanto o più di te?"
Il Signore mi fece l'esame dei 10 Comandamenti, mostrandomi
quella che ero: che cioè a parole dicevo di adorare e
amare Dio, ma al contrario adoravo satana. Nel mio ambulatorio,
era solita venire una signora che leggeva le carte, e faceva
delle magie per liberare da cattivi influssi, e io dicevo: "Non
credo a queste cose
Ma faccia pure, perché non
si sa mai
". E lei faceva le sue diavolerie. In un
angolo dove nessuno vedeva, mise un ferro di cavallo e una pianta
di aloe, per allontanare la sfortuna, e altre cose del genere.
Sapete cosa feci, permettendo questo? Aprii le porte ai demoni,
perché entrassero a piacimento, e circolassero liberamente,
allegramente, nel mio ambulatorio e nella mia vita. Guardate
che tutto questo è vergognoso. Dio mi fece l'analisi
di tutta la mia vita, alla luce dei 10 Comandamenti, mi mostrò
quella che ero nei miei rapporti col prossimo, e con Lui. Criticavo
tutto e tutti
E tutti puntava con l'indice, la "santa
Gloria"...! Mi mostrò quando dicevo di amare Dio
e il prossimo, ma al contrario ero molto invidiosa. Adesso vedevo
che, quando ingannavo qualcuno o mentivo, era come spergiurare,
perché nel momento in cui dicevo: "Sono cattolica",
dichiaravo che Gesù Cristo era il mio Signore e allo
stesso tempo davo testimonianza di menzogna e inganno! Quanto
male feci a tanta gente! Come del resto non fui mai riconoscente
ai miei genitori, per tutto il loro sacrificio e l'impegno affinché
potessi avere una professione e trionfare nella vita; per tutti
i sacrifici e gli sforzi che fecero
Ma io non lo vidi,
lo ignorai, e appena ebbi il mio lavoro, perfino loro diminuirono
ai miei occhi: al punto di vergognarmi di mia madre, per la
sua umiltà e povertà.
Gesù continuò, mostrandomi che sposa ero: passavo
tutto il giorno a brontolare, fin dal risveglio. Mio marito
mi diceva: "Buona giornata!". E io: "forse lo
sarà per te!! Guarda che pioggia!". Sempre brontolavo
e contraddicevo tutto.
Quanto a santificare i giorni di festa? Che spavento!
Che dolore sentii! Gesù mi fece vedere come dedicassi
4 e anche 5 ore al mio corpo con la ginnastica, e neanche 10
minuti al giorno per il mio Signore, né un ringraziamento,
o una bella preghiera
no, niente! Anzi, a volte addirittura
recitavo il Rosario cominciandolo a tutta velocità, durante
l'intervallo della telenovela. Pensavo di riuscire a pregarlo
mentre andava in onda la pubblicità. Iniziavo rapidamente,
senza prestare attenzione a quello che dicevo, preoccupata piuttosto
se la telenovela fosse già cominciata o no, e a che punto
era arrivata. Insomma, senza elevare il cuore a Dio.
Gesù continuava a mostrarmi come non fossi per niente
riconoscente nei Suoi confronti, e la pigrizia che avevo nell'andare
a Messa. Quando ancora vivevo con i miei genitori, e mia madre
mi obbligava ad andarci, le dicevo: "Ma, mamma, se Dio
è dappertutto, che bisogno ho di andare in chiesa per
la Messa?". Chiaro, per me era molto comodo dire così
E Gesù me lo mostrò. Avevo il Signore 24 ore al
giorno per me, tutta la mia vita Dio si prese cura di me, e
io così pigra a dedicarGli un po' di tempo la Domenica,
a mostrarGli la mia gratitudine, il mio amore per Lui
Ma la cosa peggiore fu sapere che, frequentare la chiesa, significava
andare a nutrire la mia anima. Io, invece, mi dedicai totalmente
alla cura del mio corpo, divenni schiava della mia carne, e
mi dimenticai di questo particolare: che avevo un'anima! E mai
mi curai di essa.
Della Parola di Dio, dicevo perfino, sfacciatamente, che chi
leggeva molto la Bibbia, diventava pazzo. Arrivai al punto d'essere
blasfema, e l'incoerenza della mia vita mi portò a dire:
"Ma quale Santissimo? E Dio sarebbe presente lì?
Nella pisside e nel calice? ...I preti ci dovrebbero aggiungere
acquavite, per dargli un buon sapore!".
Fino a che punto arrivò il degrado della mia relazione
con Dio! Lasciai la mia anima senza nutrimento, e come se non
bastasse, non facevo altro che criticare i sacerdoti. Se voi
sapeste, fratelli, come rimasi male riguardo a questo, davanti
a Gesù! Il Signore mi mostrò come si ridusse la
mia anima a causa di tutte queste critiche. Oltre tutto, pensate
che dichiarai omosessuale un sacerdote, e l'intera Comunità
lo venne a sapere
Non immaginate il male che feci a quel
prete! No, non potete immaginarlo! Non posso raccontarvelo,
perché sarebbe troppo lungo. Vi dico soltanto che, una
sola parola, ha il potere di uccidere e distruggere le anime.
Adesso vedevo tutto il male che avevo fatto! La mia vergogna
era così grande, che non ci sono parole per descriverla!
Posso solo supplicarvi di non fare lo stesso: non criticate!
Pregate! Vidi che le mancanze più gravi di cui si macchiò
la mia anima, e che attirarono più maledizioni nella
mia vita, furono il parlar male dei sacerdoti!
PREGARE PER I SACERDOTI
La mia famiglia ha sempre criticato i sacerdoti. Da quando
eravamo piccoli, mio padre, e tutti in casa, criticavano e dicevano:
"Questi preti sono dei donnaioli, e hanno più soldi
di noi
E sono questo, e sono quello
", e noi
ripetevamo.
Nostro Signore mi diceva quasi gridando: "Chi pensavi d'essere,
per farti dio e giudicare i miei consacrati?! Essi sono di carne,
e la santità è loro data a beneficio delle comunità
in cui li ho posti come dono. E le comunità hanno il
dovere di pregare per lui, d'amarlo e sostenerlo". Sappiate,
fratelli, che, quando un sacerdote cade, sarà la comunità
a rispondere della sua santità. Il demonio odia i cattolici,
immensamente di più i sacerdoti. Odia la nostra Chiesa,
perché dove c'è un sacerdote che consacra
Apro una parentesi: dovete tutti sapere che il sacerdote, pur
rimanendo un uomo, è un consacrato del Signore, riconosciuto
dall'Eterno Padre, così che in un pezzo di pane avviene
un miracolo, una transustanziazione: per le mani del sacerdote,
esso diventa il Corpo e il sangue di Nostro Signore Gesù
Cristo... E queste mani, il demonio le odia intensamente, terribilmente.
Il demonio detesta noi cattolici a causa dell'Eucaristia, perché
l'Eucaristia è una porta aperta per il Cielo, ed è
l'unica porta! Senza l'Eucaristia, nessuno entra in Cielo. Quando
una persona sta agonizzando, Dio le si pone accanto, indipendentemente
dalla religione a cui appartiene o dalle sue credenze; il Signore
si rivela e le dice affettuosamente, con tanto Amore e Misericordia:
"Io sono il tuo Signore!". E se la persona chiede
perdono e accetta questo Signore, accade qualcosa che è
difficile da spiegare: Gesù porta immediatamente quest'anima
dove si sta celebrando la Messa in quel momento, e la persona
riceve il Viatico, che è una comunione mistica. Perché
solo chi riceve il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo,
può entrare in Cielo. E' qualcosa di mistico, è
una grazia immensa che abbiamo nella Chiesa cattolica, una grazia
che Dio ha dato alla nostra Chiesa; e molta gente parla male
di questa Chiesa,eppure attraverso di Essa riceve la salvezza
e va in Purgatorio, e lì continua a beneficiare della
grazia dell'Eucaristia. Si salvano. Vanno in Purgatorio, ma
si salvano! Per questo il demonio odia tanto i sacerdoti: perché
dove c'è un sacerdote, ci sono delle mani che consacrano
il pane e il vino, facendoli diventare per noi il Corpo e il
Sangue di Gesù Cristo. Perciò dobbiamo pregare
tanto per i sacerdoti, perché il demonio li attacca costantemente.
Nostro Signore mi fece vedere tutto questo.
I SACRAMENTI
Solo attraverso il sacerdote abbiamo il sacramento della riconciliazione,
per esempio! Solo tramite lui otteniamo il perdono delle nostre
colpe. Sapete cos'è il confessionale? E' un "lavacro
d'anime"! Non con acqua e sapone, ma con il Sangue di Cristo!
Quando la mia anima si trovava sudicia, nera a causa del peccato,
se mi fossi confessata, essa sarebbe stata lavata con il Sangue
di Cristo, inoltre avrei rotto i lacci che mi tenevano legata
al maligno. Non avrebbe dunque ragione, il demonio, di detestare
i sacerdoti?! Anche quelli che fossero grandi peccatori, hanno
il potere di assolvere i peccati. E il Signore mi mostrò
come: nella Ferita del Suo Cuore
Si!
Sapete, ci sono cose che sorpassano l'intelligenza dell'uomo
perché sono realtà spirituali, eppure si tratta
di verità ancora più reali delle nostre
Attraverso questa Ferita, dicevo, un'anima sale al livello Divino,
al livello della Misericordia Divina, alla porta della Misericordia,
sale fino nel Cuore di Gesù, eterno Sacerdote; e lì,
Gesù pone la Sua Croce, sanguinando nel Suo Eterno Presente
E quell'anima torna pulita. Adesso vedevo come la mia anima
tornò pulita nella confessione, e in ogni peccato che
confessai, Nostro Signore ruppe il laccio che mi univa a satana.
(E io, purtroppo, mi allontanai dalla confessione!)
...Ma tutto questo avviene solo attraverso il sacerdote. Perciò
abbiamo l'obbligo e il dovere di pregare per loro, perché
Dio li protegga, li illumini, e li guidi.
Per tutti questi motivi il demonio odia terribilmente la Chiesa
Cattolica e i sacerdoti.
IL MATRIMONIO
Mi piacerebbe parlarvi della grande grazia che è il
sacramento del matrimonio. Quando entriamo in chiesa il giorno
delle nostre nozze, al momento in cui diciamo il nostro "sì",
promettendo di essere fedeli sempre, nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia, ecc., sapete a Chi promettiamo?
Niente più, niente meno che a Dio Padre! Il nostro Dio
è affascinato dal matrimonio! E' l'unico Testimone, quando
diciamo queste parole. Ognuno di noi, quando morirà,
vedrà questo momento nel proprio Libro della Vita. Allora
scorgerà una luce dorata indescrivibile, un intenso splendore:
Dio Padre scrive queste parole nel Libro con lettere d'oro,
bellissime.
Nel momento in cui riceviamo il Corpo e il Sangue di Gesù,
stringiamo un patto con Dio, e con la persona che abbiamo scelto
per condividere insieme una vita. Quando pronunciamo queste
parole, le diciamo alla Santissima Trinità.
Vidi che nel giorno del mio matrimonio, quando io e mio marito
ricevemmo la S. Eucaristia, non eravamo più due, ma tre!
Noi due, e Gesù! Infatti, appena ci comunichiamo con
Gesù, Egli ci unisce come una cosa sola! Ci pone nel
Suo Cuore e diventiamo UNO, formando con Gesù una trinità
santa! "L'uomo non separi ciò che Dio ha unito".
Ora io domando: chi separa quest'UNO? Nessuno! Nessuno, fratelli,
può separarlo! Nessuno, dopo che il matrimonio è
stato consumato! E se i due sposi arrivano vergini al matrimonio,
non immaginate le benedizioni che si riversano su questo matrimonio!
Vidi anche il matrimonio dei miei genitori. Quando mio padre
infilò l'anello al dito di mia madre, e il sacerdote
li dichiarò marito e moglie, Nostro Signore consegnò
a mio padre un bastone di legno, splendente di Luce, che sembrava
un po' curvo. Si tratta di una grazia che Dio dà all'uomo:
è un dono d'autorità di Dio Padre, affinché
quest'uomo possa guidare il piccolo gregge che sono i figli,
nati nel matrimonio, e anche per difendere il matrimonio e i
figli da tanti mali che attaccano le famiglie.
A mia madre, Dio Padre depose nel cuore qualcosa che pareva
una sfera di Fuoco, bellissima: essa sta a significare l'Amore
di Dio, lo Spirito Santo. Conobbi che mia madre era una donna
molto pura. Dio era felice, gioioso. Non immaginate quanti spiriti
immondi s'impadronirono di mio padre in quel momento. Questi
spiriti sembrano larve, sanguisuga. Sapete, quando qualcuno
ha delle relazioni fuori dal matrimonio, immediatamente gli
spiriti maligni si attaccano a tutte le parti della persona;
cominciano dai suoi organi sessuali, s'impossessano della carne,
degli ormoni; occupano il cervello, prendono l'ipofisi e tutta
la parte neurologica dell'organismo della persona, e cominciano
a produrre una quantità di ormoni che portano agli istinti
più bassi. Trasformano un figlio di Dio in uno schiavo
della carne, dei propri istinti, del suo appetito sessuale,
ciò che porta la persona ad essere di quelle che, come
si dice, "si godono la vita".
Quando una coppia è vergine, dà gloria a Dio.
Avviene un patto sacro con Lui, che santifica questa sessualità.
Infatti la sessualità non è peccato! Dio l'ha
data come benedizione, perché la sessualità è
Dio e la coppia. Dove c'è il sacramento del matrimonio,
(anche se gli sposi non vi sono arrivati vergini), Dio è
presente in questo letto sacramentale! Perché nel letto
nuziale, benedetto dal sacramento del matrimonio, c'è
lo Spirito Santo; perfino nei pasti di questa coppia c'è
la presenza del Signore Dio, che benedice il cibo. Dio rimane
incantato davanti al matrimonio, è felice di accompagnare
gli sposi nella loro nuova vita, in quest'inizio di una nuova
vita insieme. La coppia e il Signore formano una Trinità.
Purtroppo molti sposi non lo sanno, non hanno questa nozione
E nemmeno pensano a Dio: si sposano unicamente per tradizione,
e non per fede
Pensano solo ad uscire dalla chiesa per
andare a festeggiare, a mangiare, bere, partire in luna di miele
Badate che in questo non c'è alcun male: il male sta
nel lasciare il Signore fuori da tutto ciò. Come feci
io, che lasciai il Signore sulla strada; non mi passò
neanche per la testa d'invitarLo nella mia nuova vita, nella
nostra nuova casa. Egli, infatti, ha piacere che Lo invitiamo
ad entrare e a stare con noi sempre, nelle gioie e nei momenti
meno buoni; desidera che sentiamo la Sua presenza
Certo,
nel sacramento del matrimonio il Signore è presente anche
senza essere invitato
Ma quanto più bello sarebbe
se di questa Presenza fossimo coscienti
Nel matrimonio dei miei genitori, la cosa più bella fu
che Dio restituì a mio padre i doni e la Grazia che aveva
perduto: questo perché sposava mia madre, che era una
donna molto pura di sentimenti, e vergine. Guarì mio
padre, la sua sessualità disordinata e sudicia. Ma poiché
era molto "macho", e avendo i suoi amici cominciato
a mettergli veleno, dicendogli che non permettesse alla moglie
d'incantarlo e di dominarlo, e che doveva continuare la vita
di prima, ecco che due settimane dopo il matrimonio finì
in un bordello, per dimostrare agli amici che continuava ad
essere lo stesso, che non si lasciava dominare dalla moglie
Sapete che fine fece il suo bastone d'autorità e protezione,
che Dio gli aveva dato? Il demonio glielo portò via!
E tutti quegli spiriti maligni, quegli esseri immondi, tornarono
a prenderselo. Da pastore del suo gregge, mio padre si trasformò
in lupo della propria famiglia e della sua casa!
Quando qualcuno è infedele alle sue nozze, è infedele
a Dio. Manca alla sua parola, al giuramento che fece, a Dio
e alla persona che sposò, nel giorno del suo matrimonio.
Non compie ciò che ha promesso. Se qualcuno ha intenzione
di non essere fedele al proprio matrimonio, è meglio
che non si sposi. Il Signore ci dice: se sei infedele, ti condannerai!
Se non sarai fedele, non sposarti! Figlio, figlia, chiedimi
la grazia di essere fedele alla tua sposa, al tuo sposo, e a
Dio.
Quanti mali vengono in un matrimonio, a causa dell'infedeltà?!
Un marito, per esempio, va in un bordello, o è infedele
con la segretaria. Nonostante le precauzioni, contrae un virus;
e pur lavandosi dopo, quel virus non muore
Così,
quando più tardi ha relazioni con la moglie, il virus
entra nella vagina della donna e vi rimane nel fondo, o arriva
all'utero. Col tempo forma un'ulcera, di cui spesso la donna
non s'accorge. E quando, anni dopo, la moglie va molto sofferente
dal medico, le viene diagnosticato un cancro. Sì! Cancro!
E allora, chi dice che l'adulterio non uccide? Inoltre, quanti
aborti si fanno a causa dell'adulterio? Per esempio, quante
donne, che sono state infedeli e sono rimaste incinte, ricorrono
all'aborto perché il marito non lo scopra? Uccidono un
innocente che non può parlare, né difendersi!
E questi sono solo alcuni esempi. L'adulterio uccide in tante
e diverse forme! Poi, abbiamo ancora il coraggio di protestare
contro Dio, quando le cose non vanno bene, quando abbiamo problemi,
quando arrivano le malattie: mentre siamo noi che ce le procuriamo
con i nostri peccati, attirando il male sulla nostra vita. Dietro
al peccato, c'è sempre il maligno! Apriamo le porte a
lui, quando pecchiamo così gravemente! E poi ancora ci
lamentiamo che Dio non ci ama. Dov'è Dio, che permette
questo o quello?! Una bella faccia tosta, la nostra! Sappiate
che Dio è la roccia che protegge il matrimonio. Guai
a chi tenta di distruggere un matrimonio! Quando qualcuno ci
prova, si scontra con questa Roccia che è Gesù.
Dio difende il matrimonio, non dubitatelo mai!
Desidero anche avvisarvi di stare molto attenti a quelle suocere
che s'intromettono nel matrimonio dei figli, per turbarli, causando
problemi nella loro relazione. Anche se il genero o la nuora,
a torto o a ragione, non fossero di suo gradimento, ormai sono
sposati, e non c'è più niente da fare. L'unica
cosa è pregare per loro: preghino per quel matrimonio,
e si mettano da parte! Molte donne si sono condannate per essersi
intromesse nel matrimonio dei figli! Questo è un peccato
grave! Se vedete che qualcosa non va, che uno di loro o entrambi
stanno peccando, supplicate Dio per loro, chiedete aiuto a Dio.
Potete anche chiamare la coppia e parlare ai due, invitandoli
a salvare il matrimonio, a pensare ai figli, e ricordando loro
che il matrimonio è per amare, donare e perdonarsi reciprocamente.
Si deve combattere in favore del matrimonio, questo sì:
ma mai interferire in altro modo, tanto meno prendere posizione
a favore di uno o dell'altro.
ONORA IL PADRE E LA MADRE
Gesù continuava a mostrarmi tutto
Vi ho già
raccontato come fui ingrata verso i miei genitori, come mi vergognavo
di loro, li maledicevo e li rinnegavo perché erano poveri
e non potevano darmi tutto quello che le mie amiche ricche avevano.
Fui una figlia ingrata, al punto di dire che quella non era
mia madre, perché mi sembrava inferiore a me. Fu spaventoso
vedere il riassunto di una donna senza Dio. Distrugge tutto
ciò che le si avvicina. Oltretutto, e questa è
la cosa più grave, mi sentivo e mi credevo una brava
persona!
Pensavo che al 4° comandamento sarei passata bene, perché
i miei genitori mi erano costati cari: spesi molto denaro per
essi, a causa delle loro malattie, (tutte le analisi, infatti,
si facevano a pagamento), perché entrambi ebbero gravi
malattie prima di morire. Fu mio marito ad accollarsi le spese,
e io dicevo: "Guarda un po' questi due svergognati, non
lasciano un centesimo in eredità e in più bisogna
spendere una fortuna per loro. I genitori delle mie amiche,
invece, lasciano beni e
". E il Signore mi mostrò
come analizzavo tutto attraverso il denaro, perché manipolai
perfino i miei genitori quando avevo denaro e potere, perfino
di loro mi approfittai.
Con i soldi mi feci dio, e calpestai persino i miei genitori.
Sapete ciò che più mi addolorò? Vederli
lì
Mio padre piangeva, vedendo che era stato un
buon padre, che aveva insegnato alla figlia ad essere lavoratrice,
lottatrice, imprenditrice, a farsi rispettare, perché
solo chi lavora va avanti
Ma dimenticò un particolare:
che io avevo un'anima, e che lui era il mio evangelizzatore,
con la sua testimonianza. La mia vita cominciò ad affondare,
con l'esempio che egli mi diede. Vedeva ora, con profondo dolore,
la responsabilità che aveva davanti a Dio, poiché
era un donnaiolo, e si diceva felice, vantandosi con mia madre
e con tutti, d'essere molto "macho", perché
aveva molte donne e poteva conquistarle tutte. Inoltre beveva
troppo e fumava. Era anche una brava persona, ma aveva questi
vizi, che secondo lui non erano tali, anzi li credeva virtù.
Era molto orgoglioso. Io, che ero appena una bambina e vedevo
come mia madre piangeva quando lui parlava delle altre donne,
cominciavo a riempirmi di collera, di risentimento e di rabbia.
Il risentimento comincia con la morte spirituale: io sentivo
una rabbia spaventosa nel vedere come mio padre umiliava mia
madre davanti alla gente, e come le causava tante lacrime
E lei, non diceva niente. Lì cominciò la mia ribellione.
Quand'ero adolescente, dicevo a mia madre: "Io non farò
mai come te. Tu getti la dignità delle donne sotto i
piedi. Per questo noi donne non valiamo niente: tutta la colpa
è delle donne come te, senza dignità, senza orgoglio,
che si lasciano calpestare e umiliare dagli uomini!". E
a mio padre, dicevo: "Papà, fa' bene attenzione:
io mai permetterò a un uomo di farmi ciò che tu
fai alla mamma! Mai! Se un giorno un uomo mi fosse infedele,
io mi vendico! Faccio la stessa cosa, perché lui impari!".
Mio padre mi picchiò sgridandomi: "Come ti permetti,
ragazzina?!". Non so perché mio padre fosse tanto
maschilista. Gli dissi: "Va bene, puoi anche picchiarmi
Ma se un giorno mi sposerò, e mio marito mi tradisse,
io mi vendicherò, lo ripagherò con la sua stessa
moneta, perché gli uomini capiscano e provino come soffre
una donna, quando un uomo la calpesta e la umilia in tal modo!".
Mi riempii di tutto quest'odio e risentimento. Sapete, sentivo
tanta rabbia, che questo fece della mia vita una ribellione:
cominciai a vivere con il desiderio di difendere la donna. Cominciai
a sostenere l'aborto, l'eutanasia, il divorzio, e consigliavo
a tutte le donne che conoscevo, di vendicarsi qualora il marito
le avesse tradite! Io non sono mai stata infedele fisicamente,
ma feci male a tanta gente con questi consigli.
Quando ormai stavo bene economicamente, cominciai a dire a mia
madre: "Mamma, separati da papà, , perché
è impossibile sopportare un uomo così! Abbi un
po' di dignità, fatti valere, mamma!". Anche se
era così, mio padre mi piaceva: sapete perché
lo amavo, nonostante tutto? Perché mia madre era una
donna veramente buona, che mai, mai, c'insegnò a odiare,
né mio padre, né alcun altro!
E io, immaginatevi
un po'! Volevo far divorziare i miei genitori! Ma mia madre
diceva: "No, figlia mia, non posso; soffro, è vero,
ma mi sacrifico per voi, miei figli. Voi siete 7 e io sono una
sola. Mi sacrifico perché il tuo è un buon padre:
sarei incapace di separarmi da lui e lasciare voi senza padre.
E poi, se mi separassi, chi pregherebbe perché tuo padre
si salvi? Sono io che posso supplicare il Signore per lui, perché
trovi salvezza: infatti, il dolore e la sofferenza che mi procura,
li unisco ai dolori che Gesù soffrì sulla Croce.
Ogni giorno vado in chiesa, e davanti al tabernacolo dico: "Signore,
questa sofferenza non è niente, la unisco a quella della
Tua Croce, perché si salvino mio marito e i miei figli.".
Affido tuo padre a Gesù, unitamente al Rosario. Il demonio
lo spinge verso il basso facendolo peccare, ma io lo spingo
in alto con il Rosario, lo porto davanti al Santissimo nel tabernacolo
e dico a Gesù: " Signore, è qui: confido
che non mi lascerai morire senza vederlo convertito. Signore,
non ti prego solo per mio marito, ma anche per tutte le donne
che sono nella mia stessa situazione; specialmente per quelle
che, invece di stare in ginocchio a supplicarti per il proprio
marito e per i figli, si mettono nelle mani dei maghi e degli
indovini, oppure anche loro tradiscono, consegnando la propria
anima e la famiglia nelle grinfie del maligno. Signore, ti prego
per queste donne, per queste famiglie."
Sapete: 8 anni prima di morire, mio padre si convertì!
Si pentì, chiese perdono a Dio, e il Signore lo perdonò.
Stava in Purgatorio, nella parte più in basso, in grandi
sofferenze, perché non riparò il suo peccato.
Riparare il peccato è qualcosa che prendiamo molto poco
sul serio, non ci pensiamo. Certo, spesso non è possibile,
ma proprio per questo il Signore ci concede la grazia di riparare
i nostri errori attraverso l'Eucaristia. Ogni volta che partecipiamo
ad una Messa, il Signore ci dà la grazia di riparare
il male che abbiamo commesso. Dio ci mostra, nell'aldilà,
la conseguenza dei nostri peccati, del male che abbiamo fatto
al prossimo. Perfino di uno sguardo cattivo, di una brutta parola
Se vedeste com'è terribile! E come piangiamo, là
, tutti questi errori!
Nel caso di mio padre: mia madre gli diceva di consigliare ai
miei fratelli che abbandonassero la vita di peccato che conducevano.
Infatti, seguivano le orme del padre, nell'infedeltà,
nel bere
Erano la sua copia. Se avesse fatto quanto gli
diceva la moglie, questa sarebbe stata riparazione. Ma lui sempre
le rispondeva di lasciare che i ragazzi si divertissero, che
erano solo fidanzati, e che poi avrebbero avuto tempo per cambiare!
Diede un cattivo esempio ai miei fratelli, e non riparò
il suo peccato. Piangeva, là in Purgatorio, e diceva:
"Mi sono salvato grazie ai 38 anni di preghiera di questa
santa donna, che Dio mi diede come sposa!". Mia madre passò
38 anni della sua vita a pregare per lui!
SATANA E LA SUA STRATEGIA
Chi ha visto il film della Passione di Cristo, si ricorderà
che mentre flagellano Gesù, si vede un demonio con un
bambino piccolino, (anch'esso un demonio), che guarda Gesù
e sorride. Ebbene, sappiate che oggi non è più
un bebé, ma un genio malefico, enorme e perverso, che
tiene schiava molta gente, con i piaceri della carne, con la
magia, con teologie errate, come per esempio quelle che affermano
che il demonio non esiste. Immaginate l'astuzia del demonio,
che nega se stesso! Ci fa credere che non esiste, per poter
agire indisturbato! Sì, guida l'istruzione degli uomini
per farci credere di non esistere, e così portarci alla
distruzione. Trova modo di confondere perfino coloro che credono
in Dio; quando ci sono apparizioni vere, per esempio, fa credere
che siano false. Confonde il popolo in mille e una maniera,
approfittando del lato debole di ciascuno. Molti cattolici,
credenti e praticanti, vanno a Messa e dal mago allo stesso
tempo. Perché il maligno ci fa credere che non c'è
niente di male, e che in Cielo ci andiamo lo stesso, perché
la magia non la usiamo mica per fare del male a qualcuno! Il
demonio guida, usa e dirige tutto ciò con una strategia
molto ben preparata. Sappiate dunque che, quando ci rivolgiamo
alla magia, non importa per fare cosa, la bestia c'imprime il
suo sigillo. Quando andiamo da qualche mago, o cartomante, o
indovino, o astrologo, o da chi evoca gli spiriti, in tutti
questi luoghi il demonio ci pone il suo sigillo, il suo timbro.
Io mi trovai in uno di questi posti quando andai con un'amica,
che mi portò da una maga per consultarla, per indovinare
il mio futuro: lì fui marcata dalla bestia. Il maligno
mi pose il suo sigillo. La cosa peggiore fu che, a partire da
quel giorno, in cui attraverso quella signora ricevetti il timbro
del male, cominciai ad avere disturbi: agitazione notturna,
incubi, angosce, paure, e persino un profondo desiderio di suicidio!
Non capivo il perché di questi desideri! Piangevo, mi
sentivo infelice, e mai più mi sentii in pace. Pregavo,
ma sentivo il Signore lontano da me: mai più avvertii
quella vicinanza con Lui, che invece avevo quand'ero piccola.
Pregare mi costava sempre di più, mi era ogni volta più
difficile. Per forza! Avevo aperto le porte alla bestia, e il
maligno era entrato con forza nella mia vita.
LE MENZOGNE
E LA PRIMA CONFESSIONE MAL FATTA
Quand' ero ancora piccolina, imparai purtroppo che, per evitare
i castighi di mia madre, piuttosto severi, le bugie erano perfette:
così cominciai ad andare con "il padre della menzogna",
mi alleai con lui, e diventai tanto bugiarda che, nella misura
in cui crescevano i miei peccati, aumentava anche la grandezza
delle bugie
Sapevo, per esempio, che mia madre aveva un
grande rispetto per il Signore. Per lei, il nome del Signore
era sacro, era santissimo, perciò pensai d'avere l'arma
perfetta! Le dicevo: "Mamma, per Cristo bello, giuro che
non ho fatto questo!". In questo modo riuscii finalmente
ad evitare i castighi. Con le mie bugie, mettevo il Nome Santissimo
di Cristo nella mia spazzatura, nelle mie cattiverie, nella
mia immondizia, riempiendomi di tanto sudiciume e di tanti peccati
Imparai che le parole se le porta via il vento, e quando mia
madre insisteva molto, dicevo: "Mamma, ascolta! Mi colpisca
un fulmine se quello che dico è una bugia!". Queste
parole le usai molte volte
E vedete! Trascorse parecchio
tempo, ma davvero finì per cadermi un fulmine addosso!
E se ora sono qui, è solo per la Misericordia di Dio.
Un giorno, la mia amica Estela mi disse: "Ma guarda un
po', tu hai già 13 anni e ancora non hai perso la verginità?!".
Io la guardai spaventata! Come sarebbe
? Cosa vuol dire
con quella frase?!
Mia madre mi parlava sempre sull'importanza della verginità,
diceva che si trattava dell'anello del Matrimonio con il Signore.
Ma la mia amica, con aria di superiorità, mi disse: "Mia
madre, appena mi sono comparse le mestruazioni, mi ha portato
dal ginecologo, e ora prendo la pillola!". Io nemmeno sapevo
cosa fosse, a quel tempo! Allora lei mi spiegò che si
trattava di pillole contraccettive per non avere gravidanze,
e aggiunse che già aveva dormito col cugino, con l'amico,
con questo e con quello
Una lista enorme! Affermava che
era una cosa bellissima! Le mie amiche mi dicevano: "Davvero
non sai niente?". Poiché rispondevo di no, mi promisero
di portarmi in un posto dove tutte avevano imparato. Io rimasi
preoccupata: sapevo dove mi avrebbero portato! Cominciò
ad affacciarsi un mondo nuovo per me; nuovo e completamente
sconosciuto.
Mi portarono in un cinema, piuttosto brutto, che stava in centro,
a vedere un film pornografico. Immaginate voi lo spavento?!
Una bambina di 13 anni, che al tempo non aveva nemmeno la televisione
in casa! Figuratevi cosa fu vedere un tale film! Quasi morii
di spavento! Mi sembrava d'essere all'inferno! Avrei voluto
fuggire di corsa, da lì
Non lo feci, per vergogna
delle mie amiche
Ma avrei tanto voluto uscire da lì,
ero spaventatissima!
In quello stesso giorno andai a Messa con mia madre. Ero così
spaventata, che volli confessarmi. Lei restò davanti
al tabernacolo a pregare. Nel confessarmi, dissi i miei soliti
peccati: che non avevo fatto i miei doveri a casa, a scuola,
che ero stata disobbediente
Questi erano più o
meno i miei peccati abituali. Mi confessavo sempre dallo stesso
sacerdote, perciò conosceva più o meno già
le mie mancanze; ma quel giorno, dissi anche che ero andata
al cinema di nascosto da mia madre. Il sacerdote, sorpreso,
quasi gridò: "Di nascosto da chi?! Dove sei andata?!".
Avvilita, guardai verso mia madre e vidi che era tranquilla,
al suo posto
Per fortuna non si era accorta di niente!
Figuratevi se avesse sentito
! Mi alzai dal confessionale,
arrabbiata con il sacerdote, e naturalmente non dissi che genere
di film avevo visto! Se solo per aver detto di essere andata
al cinema di nascosto, il prete si scandalizzò tanto,
figuriamoci se gli avessi detto quello che avevo visto, cosa
mi avrebbe fatto
! ...Mi avrebbe picchiata?!
Fu allora che iniziò l'astuzia di satana! Infatti, da
quella volta, cominciarono le mie confessioni mal fatte. Da
lì in poi, selezionavo ciò che avrei detto in
confessione: "Questo lo confesso, ma questo no; questo
peccato lo dico al prete, quest'altro no!"
Cominciarono
le mie confessioni sacrileghe! Andavo a ricevere il Signore
sapendo di non aver confessato tutto! Lo ricevevo indegnamente!
Il Signore mi mostrò come nella mia vita fu terribile
il degrado della mia anima, come questo processo di morte spirituale
fu grave
Al punto che, alla fine della vita, non credevo
più al demonio, né a niente. Mi mostrò
come, nell'infanzia, camminavo mano nella Mano con Dio; avevo
con Lui una relazione profonda, e il peccato fece sì
che io lasciassi, a poco a poco, la Sua mano. Ora il Signore
mi diceva che, chi mangia e beve il Suo Corpo e il Suo Sangue,
mangia e beve la sua condanna: io mangiai e bevvi la mia condanna!
Vidi, nel Libro della Vita, come il demonio era disperato perché
a 12 anni credevo ancora in Dio, ancora andavo all'adorazione
Eucaristica con mia madre
Era terribilmente disperato,
nel vedere ciò.
Quando cominciò la mia vita di peccato, il Signore mi
fece sentire che stavo perdendo la pace del cuore. Iniziò
una lotta con la mia coscienza, e cosa mi dicevano le mie amiche?
Mi dicevano: "Che cosa?! Confessarsi?! Tu sei scema, sei
fuori moda! E con chi, poi? Con questi preti, più peccatori
di noi?!". Nessuna di loro si confessava, io ero l'unica
che ancora lo faceva. Cominciò una guerra tra quello
che mi dicevano le amiche e quello che mi dicevano mia madre
e la mia coscienza
Poco a poco, la bilancia cominciò
a inclinarsi, e le mie amiche vinsero. Così decisi di
non confessarmi più: non mi sarei più confessata
da quei vecchi, che rimanevano scandalizzati solo per essere
andata al cinema!
Vedete l'astuzia di satana! Mi allontanò dalla confessione
a 13 anni. E' un esperto, sapete? Mette idee sbagliate nella
nostra mente! A 13 anni, Gloria Polo era già un cadavere
vivente, nello spirito. Ma per me era importante, era motivo
di orgoglio, appartenere a quel gruppetto di amiche, di bambine
raffinate ed esperte
Quando abbiamo 13 anni pensiamo di
sapere tutto, e che tutto quello che ha a che fare con Dio sia
fuori moda, o sia idiozia. Quello che va di moda, invece, è
sfruttare
Non vi ho ancora raccontato che, quando si udì la Voce
di Gesù, e i demoni uscirono da lì perché
non sopportavano quella Voce, uno di loro restò. Aveva
l'autorizzazione dal Signore per rimanere. Questo demonio, enorme,
gridava con urla orribili: "E' mia! E' mia! E' mia!".
Rimase solo lui, perché fu quello che condusse, manipolò,
e con la sua strategia guidò, le mie debolezze affinché
io peccassi! Fu lui che mi allontanò dalla confessione!
Per questo, il Signore gli permise di rimanere accanto a me,
ed ecco perché quell'orribile demonio gridava che io
gli appartenevo, e mi accusava. Aveva il permesso di rimanere,
perché io morii in peccato mortale! Dai 13 anni che non
mi confessavo, fino allora, molte volte mi ero confessata male.
Appartenevo dunque a quel demonio, e lui poteva rimanere durante
il mio giudizio! Immaginate la mia vergogna, nel vedere con
orrore i miei peccati così numerosi, e per di più
con quella cosa orribile ad accusarmi e a dire che io ero sua!
Era orribile!
Il demonio mi tirò via dalla confessione, così
come mi tolse la cura e la pulizia dell'anima, perché
ogni volta che peccavo, non era gratuito il peccato che commettevo.
Sul candore della mia anima, il maligno pose il suo marchio,
un marchio di oscurità
E quest'anima bianca cominciò
a riempirsi di tenebra. Mai ricevetti bene la Comunione: solo
per la Prima Comunione feci una buona confessione. Da allora
in poi, mai più: e ricevevo il mio Signore Gesù
Cristo indegnamente. Quando andiamo a confessarci, dobbiamo
sempre, sempre, chiedere allo Spirito Santo che c'illumini e
mandi la Sua santa Luce sulle tenebre della nostra mente: perché
una cosa che fa il maligno, è oscurare la nostra mente,
affinché pensiamo che nulla è peccato, che tutto
è bene, che non c'è bisogno di andare dal sacerdote
a confessarsi, -oltretutto, loro sono più peccatori di
noi-, che la confessione è fuori moda. Chiaro, era più
comodo per me non confessarmi.
ABORTO DELL'AMICA
A 13 anni, la mia amica Estela rimase incinta. Quando me lo
disse, le chiesi: "Ma tu non prendevi la pillola?".
"Sì -mi rispose- ma non ha funzionato!". "
E adesso...? Come farai? Chi è il padre?". Mi disse
che non lo sapeva. Non sapeva se fosse successo in quella festa,
o in quella passeggiata, o con il fidanzato!
Nel mese di giugno andò in ferie con la madre. Era già
al 5° mese di gravidanza. Quando ritornò, rimasi
sorpresa: non aveva un minimo di pancia, e sembrava un cadavere!
Era pallidissima, e di quella bambina estroversa che si divertiva
con tutto, non era rimasto niente. Ormai non era più
la stessa.
Sapete, a nessuna di noi piaceva andare a Messa. Ma, essendo
la nostra scuola tenuta da religiose, dovevamo andarci con loro.
C'era un sacerdote anziano, che si tratteneva molto nella celebrazione,
e a noi queste Messe sembravano eterne, non finivano più.
Per tutta la durata della Messa, rimanevamo a giocare, a ridere,
senza prestare la minima attenzione alla celebrazione
Ma un giorno arrivò un nuovo sacerdote, molto giovane
e di bell'aspetto. I nostri commenti furono che un giovane così
attraente era sprecato a fare il sacerdote
Ci mettemmo
d'accordo per vedere chi di noi l'avrebbe conquistato! Immaginatevi
un po'!
Le suore erano le prime a fare la Comunione, e subito dopo c'eravamo
noi, tutte senza esserci confessate! Ci andammo come scommessa,
per vedere chi avrebbe conquistato il prete! Dovevamo sbottonarci
la camicia davanti a lui, al momento in cui ci avrebbe dato
la Comunione, e quella che fosse riuscita a fargli tremare la
mano, sarebbe stata colei che aveva il miglior seno. Era quello
il segno per capire che aveva attirato l'attenzione del sacerdote.
Le cose diaboliche che ci faceva fare il maligno!
E
noi a credere che fossero scherzi! A che punto eravamo
!
Ebbene, quando la mia amica Estela ritornò da quelle
ferie, non era più la scherzosa, giocherellona e allegra
di sempre. Adesso aveva lo sguardo spento, triste, molto triste.
Non voleva raccontarmi nulla; ma un giorno che mi trovavo a
casa sua, mi disse, abbassandosi la gonna: "Quando mia
madre seppe che ero incinta, s'infuriò tanto, ma così
tanto, che mi afferrò immediatamente per mano, mi mise
in macchina, e mi portò dal ginecologo. Arrivate là,
disse al medico:
E' incinta! Mi faccia il favore, mi chieda
pure il prezzo che vuole, ma ho bisogno che la operi subito
e mi risolva questo problema!". La mia amica aprì
l'armadio di camera sua, e vidi un fiasco di vetro, col tappo
rosso, pieno di liquido
Lì dentro c'era un bambino
completamente formato! Non lo dimenticherò mai! Sopra
il tappo del fiasco, la scatola delle pillole anticoncezionali!
Immaginatevi
Vedete come il peccato acceca una persona malata, e una madre
inferma spiritualmente, al punto da portare la figlia ad abortire,
e per di più a mettere il feto in un fiasco perché
mai più si dimentichi di prendere la pillola
E
lasciarlo nell'armadio, così che, appena apre l'anta,
veda subito quel macabro contenitore, e sopra il tappo, la scatola
con le pillole! Semplicemente macabro e assurdo! E'ciò
che fa il demonio, quando gli apriamo le porte con il peccato,
e non ci laviamo nella confessione! Quando chiesi alla mia amica
se non ne aveva sofferto, e se non fosse triste, lei mi rispose
ironicamente: "E perché dovrei essere triste? Anzi,
meno male che mi hanno liberato da questo problema!".
Ma era una bugia, perché mai più tornò
la stessa! Poco tempo dopo, entrò in depressione! Una
depressione terribile! ...Poi cominciò a fare uso di
LSD, e naturalmente, essendo io la sua migliore amica, me ne
offrì, ma mi spaventai. Da una parte, mi sarebbe piaciuto
provare, perché lei diceva che la droga ti fa sentire
molto bene, che ti sembra di volare, di stare sulle nuvole,
e tante altre meraviglie che m'invogliavano a provare
Ma non potevo! Rimasi spaventata e le dissi di no, perché
certamente mi sarebbe rimasto addosso l'odore della droga; così
mia madre, che aveva un odorato finissimo, mi avrebbe scoperto
e
mi avrebbe ammazzata!
Fatto sta che non ci provai! Il Signore mi mostrava, ora, che
non fu per paura di mia madre che non feci la prova, ma per
la Grazia di Dio, perché avevo una madre che pregava,
e la sua preghiera col Rosario mi sosteneva, e m'impediva di
scendere tanto in basso.
Ma le mie amiche non gradirono, si misero a discutere con me,
strillarono, e rimasero disgustate per il mio rifiuto
Però io non potevo, non potevo! Questa fu una delle tante
grazie che ricevetti per merito di una madre piena di Dio, che
pregava per me, che viveva unita al Signore.
PERDITA DELLA VERGINITA'. COS'E' L'ABORTO
Passarono i 13 anni, i 14, 15, e arrivai ai 16. Purtroppo,
a quest'età conosco il mio primo fidanzato e mi metto
con lui! Cominciò la pressione delle mie amiche. Ero
considerata la pecora nera, per il fatto di essere ancora vergine.
Adesso che avevo il fidanzato, iniziava la pressione psicologica!
Avevo loro promesso che, quando avessi avuto il ragazzo, allora
sì, avrei avuto rapporti; ma prima, no! ...Adesso, non
avevo più scuse! Dissi alla mia amica Estela: "Ma
E se rimanessi incinta come te?". Mi rispose che no, non
andassi a raccontarle questo, perché ormai c'erano altri
metodi, come per esempio i preservativi. All'epoca sua esisteva
solo la pillola, ma adesso non avrei avuto problemi. Mi disse
che mi avrebbe dato 5 pillole da prendere tutte lo stesso giorno,
e di usare il preservativo
E non mi sarebbe successo niente.
Io mi sentivo male al pensiero di dover mantenere questa promessa,
ma non volevo fare brutta figura con loro.
Quando avvenne
Mi resi conto che mia madre aveva ragione,
quando diceva che una bambina che perde la verginità
si spegne. Io sentii proprio questo, che qualcosa si spegneva
in me
Come se avessi perso qualcosa, che non potevo più
recuperare. Questa fu la sensazione che mi rimase, insieme ad
un'enorme tristezza. Non so perché dicano che il sesso
è bello! Non so perché i giovani dicano di provarne
piacere! Io penso che non sia così buono! Nel mio Paese,
la Colombia, si vede alla TV tanta pubblicità che parla
del sesso sicuro, con il preservativo, e ne incoraggia l'uso.
C'è tanto sfruttamento della sessualità
Sento tanta tristezza nel vedere questo! Se sapessero! Se sapessero
Nel mio caso, vi assicuro che mi sentii molto triste, e avevo
una paura tremenda di tornare a casa, e che mia madre si accorgesse
di ciò ch'era successo! Mai più la potei guardare
negli occhi, con il timore che lei vedesse, nei miei, quello
che avevo fatto! Sentivo rabbia e ribellione, nei miei confronti
e verso le mie amiche, per essere stata debole, per aver fatto
qualcosa che non desideravo, e che feci solo per far loro piacere
Dovete poi sapere che, nonostante i consigli della mia amica,
e malgrado tutte le precauzioni, nel mio primo rapporto rimasi
incinta!
Provate a immaginare lo spavento di una ragazzina di 16 anni
incinta! (Piange). Cominciai a notare molti cambiamenti nel
mio corpo
Pur in mezzo alla paura, iniziai tuttavia a
sentire tenerezza per questa creatura che portavo in grembo!
Parlai col mio fidanzato e gli raccontai la cosa. Si meravigliò.
Io speravo mi dicesse che ci saremmo sposati! Avevo 16 anni
e lui 17. Ma mi disse che non potevamo stravolgere la nostra
vita, e che dovevo abortire! Preoccupatissima, triste, molto
triste, andai dalla mia amica Estela, che mi disse: "Non
ti preoccupare! Non è niente! Ricordati che io ci sono
già passata varie volte! Rimasi un po' triste la prima
volta, la seconda è stata già più facile,
e la terza ormai non si sente più niente!". "Ma
t'immagini quando arrivo a casa, e mia madre mi vede una ferita
del genere? Mi ammazza!". "Non preoccuparti, adesso
non fanno ferite così grandi. Il taglio che vedesti a
me era enorme perché anche il bambino era già
molto grande, ma nel tuo caso è ancora piccolino, sta'
tranquilla! Non ti succederà niente, tua madre neanche
se ne accorgerà!".
Oh, fratelli, che tristezza! Che dolore grande! Come il demonio
ci fa vedere le cose! ...Come se non fosse nulla, come se fosse
qualcosa senza importanza! ...Come se un aborto provocato fosse
la cosa più naturale del mondo! Anzi, è da stupidi
sentirsi male! Che il sesso è per essere consumato, senza
rimorsi, senza colpa! Ma sapete perché il maligno fa
questo? Perché porta le persone a questo? Perché,
fra le altre ragioni, ha bisogno di sacrifici umani! Infatti,
ad ogni aborto provocato, satana acquista sempre più
potere.
Nessuno può immaginare lo sgomento, la paura e il senso
di colpa quando arrivai in quell'ospedale, (ben lontano da casa
mia), per abortire! Il medico mi fece l'anestesia. Ma quando
mi risvegliai, non ero più la stessa! Ammazzarono quella
creatura, e io morii con lei! (Piange).
Sapete, il Signore mi mostrò nel Libro della Vita quello
che non vediamo con gli occhi del corpo, e che avvenne quando
il medico mi praticò l'aborto. Vidi il medico che, con
delle specie di tenaglie, afferra il bambino e lo fa a pezzi.
Questo bambino grida, con tanta, tanta forza! Sebbene non sia
trascorso neanche un minuto dalla fecondazione, è già
un'anima adulta. Possiamo usare la pillola del giorno dopo,
o qualunque altro mezzo, ma si tratta sempre di uccidere un
bambino con un'anima adulta, completamente formata: perché
essa non cresce come il corpo, ma è creata da Dio nel
medesimo istante in cui l'ovulo e lo spermatozoo s'incontrano,
in quel preciso momento! Vidi infatti, nel Libro della Vita,
come la nostra anima, appena le due cellule si sono toccate,
forma una scintilla di luce bellissima, e questa luce sembra
essere un sole, che proviene dal Sole di Dio Padre. In un istante,
l'anima creata da Dio è adulta, matura, a immagine e
somiglianza di Lui! Quel bebé è immerso nello
spirito Santo, che esce dal Cuore di Dio!
Il grembo d'una madre, subito dopo la fecondazione, s'illumina
improvvisamente dello splendore di quest'anima, e della sua
comunione con Dio. Quando Gli strappano questo bebé,
questa vita
Vidi come il Signore sussulta, quando Gli
strappano dalle mani quest'anima. Quando lo uccidono, il bimbo
grida tanto, che tutto il Cielo trema! Nel mio caso, quando
uccisi il mio bambino, lo sentii gridare tanto, ma tanto forte!
Vidi anche Gesù sulla Croce che gridava e soffriva per
quest'anima, e per tutte le anime che vengono abortite! Il signore
grida sulla Croce, con tanto dolore, tanto dolore
!!! Se
voi aveste visto, nessuno avrebbe il coraggio
di provocare
un aborto
(Piange)
Ora vi chiedo: quanti aborti si fanno nel mondo? Quanti in un
giorno? In un mese? ...Capite le dimensioni del nostro peccato?
Il dolore, la sofferenza, che procuriamo al nostro Dio? ...E
quanto Egli è misericordioso, quanto ci ama, nonostante
la mostruosità dei nostri peccati? Capite la sofferenza
che procuriamo a noi stessi, e come il male s'impossessa della
nostra vita?
L'ABORTO E' IL PECCATO PIU'GRAVE,
E IL PIU' TERRIBILE DI TUTTI
Ogni volta che il sangue di un bimbo viene sparso, è
un olocausto a satana, che acquista così ancora più
potere. E quest'anima grida. Vi ripeto, si tratta di un'anima
matura e adulta, benché non abbia ancora occhi, né
carne, né un corpo formato
E' già completamente
adulta. E questo suo grido tanto grande, mentre l'uccidono,
sconvolge tutto il Cielo. Al contrario, è un grido di
giubilo e di trionfo nell'inferno. L'unico paragone che mi viene
in mente è la finale di un mondiale di calcio: immaginate
tutta quella euforia, ma in uno stadio enorme, immenso fino
a perderne di vista i confini, pieno di demoni che gridano come
pazzi il loro trionfo.
Essi, i demoni, mi gettavano addosso il sangue di quei bambini
che abortii o che contribuii ad uccidere, e la mia anima diventò
nera, completamente nera.
Dopo gli aborti, pensavo ormai di non avere più peccati...
La cosa più triste fu, invece, vedere che Gesù
mi mostrava come, anche nella mia pianificazione familiare,
avevo ucciso
Sapete perché? Usavo la spirale come
anticoncezionale. Dai 16 anni, fino al giorno in cui il fulmine
mi colpì! La toglievo solo quando volevo rimanere incinta,
(una volta sposata), per poi rimetterla subito dopo.
Voglio dire a tutte le donne che usano questi dispositivi intra-uterini:
sì, provocano aborti! So che a molte donne succede, -perché
è successo anche a me-, di vedere spesso dei grumi di
sangue piuttosto grossi durante il periodo mestruale, e di sentire
dolori più forti del normale. Andiamo dal medico, che
non dà molta importanza al fatto: ci prescrive un analgesico,
un'iniezione se i dolori sono troppo forti, dicendoci di non
preoccuparci, che è normale, perché si tratta
di un corpo estraneo, ma non c'è alcun problema. Sapete
cos'è, invece? Un micro-aborto!!! Sì! Micro-aborto!
I dispositivi intra-uterini provocano micro-aborti, perché
appena l'ovulo e lo spermatozoo si uniscono, come vi ho già
detto, fin da quel momento si forma un'anima, che non ha bisogno
di crescere, essendo già adulta: questi dispositivi,
non lasciano impiantare nell'utero l'ovulo fecondato, che quindi
muore. Quell'anima viene espulsa! Per questo si tratta di micro-aborti.
Un micro-aborto è un'anima adulta, completamente formata,
cui non è stato permesso vivere. Fu dolorosissimo vedere
quanti bebé erano stati fecondati, ma poi espulsi. Questi
piccoli soli, provenienti dal Sole di Dio Padre, queste scintille
divine, non si potevano aggrappare all'utero per via della spirale.
Come gridavano, mentre si staccavano dalle mani di Dio Padre
perché non potevano impiantarsi!!! Era uno spettacolo
agghiacciante
! E il peggio è che non potevo dire
di non sapere!
Quando andavo a Messa, non prestavo attenzione a ciò
che diceva il sacerdote. Nemmeno ascoltavo, e se mi avessero
chiesto quale brano del Vangelo era stato letto, non avrei saputo
rispondere. Dovete infatti sapere che i demoni sono presenti
perfino nella Messa, per distrarci, per farci addormentare,
per impedirci di ascoltare. Bene, in una di queste Messe nelle
quali ero completamente distratta, il mio Angelo Custode mi
diede uno scossone e mi stappò le orecchie, affinché
ascoltassi ciò che il sacerdote diceva in quel momento:
lo udii parlare proprio dei dispositivi intra-uterini! Diceva
che provocavano l'aborto, e che tutte le donne che ne facevano
uso per il controllo delle nascite, in pratica abortivano; che
la Chiesa difende la vita, e che chiunque non difende la vita
non può ricevere la Comunione! Quindi, tutte le donne
che usano questo metodo, non possono fare la Comunione!
Come udii quelle parole, m'infuriai con il sacerdote! Ma cosa
si mettevano in testa questi preti? Con che diritto?! Per questo
la Chiesa non va avanti! E' per questo e per quello che le chiese
sono vuote! Chiaro, perché non sta con la scienza! Ma
chi credono di essere, questi preti? Ci pensano loro a dare
da mangiare a tutti i figli che avremmo?... Uscii di chiesa
furiosa!
Il bello è che, mentre venivo giudicata davanti a Dio,
non potevo dire di non sapere! Infatti, nonostante le parole
del sacerdote, non ci feci caso, e continuai ad usare la spirale!
Quanti bambini avrò ucciso? ...Ecco il motivo per cui
vivevo così depressa! Perché il mio grembo, anziché
essere fonte di vita, si era trasformato in un cimitero, in
un "mattatoio" di bambini! Pensate: una madre, cui
Dio ha concesso il dono immenso di dare la vita, di prendersi
cura del proprio bebé, di proteggerlo da tutto e da tutti,
proprio quella madre, con tutti questi doni, uccide il suo figliolino
!
Il demonio, con la sua strategia malefica, ha portato l'umanità
ad uccidere i propri figli. Adesso comprendo per quale ragione
vivevo in continua amarezza, depressa, sempre di malumore, maleducata,
con brutti modi di fare, con una cattiva faccia, frustrata con
tutto e con tutti. Per forza! Mi ero trasformata, senza saperlo,
in una macchina per ammazzare bambini, e per questo sprofondavo
sempre più nell'abisso. L'aborto è il peggiore
di tutti i peccati (quello provocato, non quando è spontaneo),
perché uccidere i figli ancora nel grembo della madre,
uccidere una creaturina innocente e indifesa, è dare
il potere a satana. Il demonio comanda dal fondo dell'abisso,
perché stiamo spargendo sangue innocente! Un bambino
è come un agnello innocente e senza macchia
E Chi
è l'Agnello senza macchia? E' Gesù! In quel momento,
il bambino è ad immagine e somiglianza di Gesù!
Il fatto che sia la madre stessa ad uccidere il proprio figlio,
determina un profondo legame con le tenebre, permettendo che
escano più demoni dall'inferno per distruggere e strangolare
l'umanità. E' come se si aprissero dei sigilli
Sigilli che Dio ha messo per impedire al male di uscire, ma
che, ad ogni aborto, si aprono
Allora escono delle larve
orribili, che sono più e più demoni
Escono
per inseguire e perseguitare l'umanità, e poi farci schiavi
della carne, del peccato, di tutte le cose cattive che vediamo,
e che vedremo sempre più. E' come se dessimo la chiave
dell'inferno ai demoni, per farli uscire. Così escono
sempre più demoni, della prostituzione, delle aberrazioni
sessuali, del satanismo, dell'ateismo, del suicidio, dell'indifferenza
Di tutti i mali che vediamo attorno a noi. E il mondo va peggiorando
ogni giorno
Pensate a quanti bambini sono uccisi ogni
giorno: è tutto un trionfo del maligno! Sappiate che
a prezzo di questo sangue innocente, cresce sempre più
il numero di demoni fuori dell'inferno, che circolano liberi
in mezzo a noi! Ripariamo! ...Noi pecchiamo anche senza saperlo!
E la nostra vita si trasforma in un inferno, con problemi d'ogni
tipo, con malattie, con tanti mali che ci affliggono: tutto
questo non è che pura e semplice azione del demonio nella
nostra vita. Ma siamo noi, e noi solo, che apriamo la porta
al male, con il nostro peccato, e gli permettiamo di circolare
liberamente nella nostra vita. Non è solo con l'aborto
che pecchiamo! ...Ma è tra i peccati più gravi.
E poi abbiamo la faccia tosta d'incolpare Dio per tanta miseria,
tante disgrazie, tante malattie e tanta sofferenza!
Ma Dio, nella Sua infinita Bontà, ci dà
ancora il sacramento della Riconciliazione, e abbiamo l'opportunità
di pentirci e di lavare il nostro peccato nella confessione,
rompendo così i lacci che ci legano a satana, e la sua
influenza nella nostra vita. In questo modo possiamo lavare
la nostra anima.
Ma nel mio caso, non lo feci!
I CATTIVI CONSIGLI
Quante volte uccidiamo, anche spiritualmente?! Quanti di noi
si preoccupano perché i propri figli abbiano di che vestirsi,
si nutrano adeguatamente, possano studiare
? E se si ammalano,
corriamo subito dal medico
Ma quanti di noi, spesso, uccidiamo
i nostri figli? Tanti sono tristi, o pieni di rabbia, amareggiati,
perché non hanno vicino il padre o la madre, non hanno
l'amore dei genitori. Immaginatevi una donna che si presenta
in chiesa, per esempio, e dice: "Ti ringrazio, mio Dio,
per questi figli così bravi che m'hai dato; sono tanto
buoni, ma tanto buoni, che da quando il padre mi lasciò,
lo odiano, e amano solo me!". Sapete cos'ha fatto questa
madre? Ha ucciso i suoi figli spiritualmente. Perché
odiare è uccidere! Quante volte avveleniamo i nostri
figli?! Voi non immaginate quanto addolora Dio il nostro indisporre,
avvelenare i figli contro il padre o la madre! Dio non lo permette!
Gesù mi mostrò che ero un'assassina spaventosa,
perché non solo peccai quando abortii, ma finanziai anche
molti aborti. Ecco il potere che mi diede il denaro! Mi feci
complice! Dicevo, infatti: la donna ha il diritto di rimanere
incinta o no! ...Guardai il Libro della mia vita
E quanto
mi addolorò vedere quello che feci anni dopo, quando
ormai ero adulta! Quando abbiamo il veleno dentro di noi, non
possiamo dare agli altri nulla di buono, e tutti coloro che
si avvicinano a noi vengono rovinati. Alcune ragazzine, tre
mie cugine e la fidanzata di un mio cugino, frequentavano molto
la mia casa. Essendo quella che aveva i soldi, le invitavo,
e parlavo loro di moda, di "glamour", di come esibire
il loro corpo per essere attraenti, e prodigavo consigli. Vedete
come le prostituivo! Prostituivo dei piccoli! Questo fu un altro
peccato orribile, dopo l'aborto. Le prostituivo, perché
davo loro questi consigli: "Non siate sciocche, ragazze,
non date retta alle vostre madri, che vi parlano di castità
e di verginità: è roba passata di moda. Parlano
della Bibbia, che è vecchia di 2000 anni
E poi,
questi preti, che non vogliono aggiornarsi, vi parlano di quello
che dice il Papa, ma il Papa è anche lui fuori moda".
Figuratevi il veleno che trasmisi a quelle ragazzine. Dicevo
loro che potevano disporre del proprio corpo, soltanto dovevano
fare attenzione per non avere gravidanze
E insegnai con
quale metodo.
La fidanzata di mio cugino, che aveva 14 anni, arrivò
un giorno al mio ambulatorio, piangendo molto. Mi disse: "Gloria,
sono una bambina, sono una bambina, e sono incinta!". Io
quasi le gridai: "Stupida, non ti ho insegnato come fare?!".
E lei rispose: "Sì, sì, ma non ha funzionato!".
Sapete cosa Dio voleva da me, in quel momento? Che io appoggiassi
quella ragazza perché non cadesse nell'abisso, non abortisse.
L'aborto è una corrente che trascina, che fa soffrire,
perché sempre sentirai il vuoto, il dolore, di essere
stata l'assassina di tuo figlio. Il peggio, per questa ragazza,
fu che, invece di parlarle di Gesù e aiutarla, confortandola
e appoggiandola, le diedi il denaro per abortire! Certo, in
un posto sicuro, per non essere compromessa fisicamente
Ma lo restò spiritualmente, e per tutta la vita.
Come questo, finanziai tanti altri aborti. Ma avevo ancora il
coraggio di dire che non ammazzavo, che ero buona, che ero cattolica,
che non era giusto, che non potevo stare in quel luogo orribile
!
In più, le persone che mi erano antipatiche, le odiavo
e le detestavo, e parlavo male di loro. Ero falsa, ipocrita,
e anche assassina: perché non è solo con le armi
che si uccide una persona. Odiare, calunniare, invidiare, deridere,
fare del male, anche questo è uccidere!
RIPARARE I NOSTRI PECCATI
Come vi ho già detto, l'aborto è il peccato più
grave agli occhi di Dio. Tante persone mi chiedono come riparare
l'aborto. Infatti, non possiamo restituire la vita al bambino;
ma nella Chiesa Cattolica abbiamo una benedizione tanto grande!
Il sacramento della Riconciliazione. Nella confessione, Dio
ci perdona, e ciò che il sacerdote scioglie sulla terra,
è sciolto anche in Cielo. Gloria a Dio, per questo! Benedetto
sia il Signore per la Sua Bontà!
Il Signore ci
perdona, ma ricordate quello che Gesù disse alla donna
adultera: che andasse in pace, ma non tornasse a peccare! "Va'
in pace e non peccare più".
Un altro atto di riparazione è il "Battesimo d'intenzione".
Battezzare i bambini, come il sacerdote ha fatto oggi, in questa
celebrazione, così che essi possano uscire dal Limbo
. Vedete la saggezza della Chiesa Cattolica! Questi bambini
entrano nella Gloria di Dio! Ora sono Angioletti, che pregano
e intercedono per la nostra salvezza. Vedete la bellezza dell'"economia"
di Dio! Vedete come Dio trasforma tutto per il nostro bene!
Niente viene perduto! E quando una persona evangelizza sull'aborto,
e un bebé si salva, anche questa è riparazione!
Quando una donna abortisce, oltre a chiedere perdono a Dio nella
confessione, e non abortire mai più, può anche
contribuire a evitare altri aborti, di altre donne: facendo
questo, ripara il suo peccato, enormemente! Questa è
riparazione!
LA MIA MANCANZA D'AMORE A DIO
La mia relazione con Dio era tristissima. Per me, Dio era Colui
che cercavo solo se avevo problemi. Molte volte, quando ciò
accadeva, correvo a chiderGli aiuto. Quasi sempre si trattava
di problemi economici! Era una relazione totalmente economica,
quella fra me e Dio! Era tipo "Bancomat"! Io mettevo
la preghiera e la supplica, perché Dio mi mandasse il
denaro! Volevo che Dio mi amasse e mi desse tutto, ma proprio
tutto, però alla mia maniera! E che nessuno venisse a
dirmi che facendo così peccavo, perché non lo
gradivo! Il demonio mi addormentò la coscienza! Spesso,
quando mi trovavo in difficoltà economica, passavo davanti
ad un'immagine di Gesù Bambino, mentre uscivo di chiesa,
e toccavo la sua manina dicendoGli: "Ascoltami! Dammi soldi,
che ne ho bisogno!".
Come alcuni fanno con Budda: gli sfregano la pancia, dicendogli
di dar loro denaro! Così facevo io con Gesù Bambino!
Figuratevi la mia faccia tosta! Che grande mancanza di rispetto!
E il Signore mi mostrò come Lo addolorò il mio
disamore e la mia mancanza di rispetto! Quanto dolore e vergogna
sentivo, adesso! I soldi poi arrivavano, sì, ma sparivano
subito! Era come se, quanto più depressa arrivavo, tanto
più depressa rimanevo senza niente! Alla fine mi ritrovavo
in una situazione economica sempre peggiore!
Stando così le cose, una signora mi raccontò di
aver attraversato anche lei una situazione simile, ma era andata
da un pastore protestante che qualcuno le aveva raccomandato,
e tutto era migliorato! Appena udii questo, le chiesi immediatamente
dove fosse, perché volevo andarci subito!
Guardate
la mia infedeltà!
Andai dunque da quel pastore, che mi fece una preghiera imponendomi
le mani, e mi fece comunicare alla loro maniera. Pensate, io
ricevevo il Corpo e il Sangue del Signore, nella mia religione
cattolica. Vado là, e mi fanno fare la comunione come
se fosse la prima volta!
Le loro celebrazioni erano molto animate: saltavano, applaudivano
Mi dicevo: che strazio quei preti cattolici così spenti
e disgustosi, quelle Messe così noiose
Non c'è
paragone con queste, che ci fanno sentire così bene,
così gioiosi!
Là non credono nelle immagini, e dicono che quella delle
immagini è idolatria. Perciò, non m'inginocchiavo
più davanti al Crocifisso, perché era idolatria.
Quando cominciai a frequentare queste chiese evangeliche, avevo
una vicina, una vecchina assai povera, che abitava di fronte
a casa mia; io l'aiutavo dandole i soldi per pagare la bollette
della luce, dell'acqua, e a volte le facevo un po' di spesa,
perché potesse mangiare. Come potete immaginare, questa
vecchietta era molto affezionata a me!
Ma quando non abbiamo Dio dentro di noi, anche le opere buone
diventano luride, come i nostri peccati.
Dicevo, quando cominciai a frequentarle, le chiese evangeliche
mi piacevano molto; infatti, oltre ad essere gioiose le loro
celebrazioni, dicevano di legare gli spiriti di rovina, e cose
simili.
Ora, quella vecchietta era cattolica, ma io usai l'amicizia
che lei sentiva per me, e riuscii a convincerla, cominciando
così a distruggere la sua fede. Per farla breve: a causa
dei miei consigli e delle idee che le misi in testa, morì
senza ricevere i sacramenti. Non li volle ricevere, perché
non dava più importanza ad essi. Vedete come influenziamo
quelli che sono vicino a noi! Quando dentro di noi c'è
il male, finiamo per condurre gli altri, quelli che si avvicinano
a noi, nei nostri stessi errori. Basta vedere ciò che
feci io con quella vecchietta!
Quando però quel pastore protestante mi chiese la decima,
m'infuriai; infatti, in quel periodo ero già in bancarotta
e loro, per completare la mia rovina, mi chiedevano pure il
10% dei miei guadagni! ...Fu così che mi passò
completamente la "cotta" per il protestantesimo!
SESTO COMANDAMENTO: ADULTERIO
Su questo comandamento pensavo, ancora piena di superbia: qui
non mi colgono in fallo, perché mai ho avuto un amante,
sono stata sempre fedele!
In effetti, dopo il matrimonio, non ho mai dato nemmeno un bacio
ad altri. Solo a mio marito. Ma il Signore mi mostrò
che esibivo troppo il mio corpo, quando andavo in giro con il
seno scoperto, con le calze aderenti al corpo, con l'abbigliamento
che usavo
Io pensavo che gli uomini che mi guardavano,
semplicemente mi ammirassero
Ma il Signore mi mostrò
come essi peccavano con me: perché non si trattava di
ammirazione, come credevo, ma di una provocazione, e loro peccavano
a causa mia. Commisi adulterio, per aver esibito il mio corpo.
Non capivo la sensibilità maschile. Credevo che loro
pensassero come me, che cioè guardandomi dicessero: "Che
bel corpo!". Invece peccavano per colpa mia. Mai fui infedele
per essermi gettata nelle braccia di un uomo, ma era come se
fossi una prostituta nello spirito. Oltre tutto, pensavo di
vendicarmi, qualora mio marito mi fosse stato infedele, e consigliavo
altre donne a farlo, quando scoprivano che il marito le aveva
tradite. "Non essere sciocca! Véndicati, non perdonare.
Fatti valere! E' per questo che noi donne siamo così
sottomesse agli uomini, così calpestate!". Sapete,
con questi consigli, io e le mie amiche siamo riuscite a far
separare una nostra amica. Aveva sorpreso il marito in ufficio
mentre baciava la segretaria. Noi, con i nostri consigli, non
la lasciammo riconciliare, nonostante lui le chiedesse perdono,
veramente pentito. Lei voleva perfino perdonare, perché
lo amava: ma noi non glielo permettemmo. Alla fine divorziarono,
e due anni dopo lei si risposò civilmente, con un argentino.
Capite
? Quando consigliavo in questa maniera, ero dentro
l'adulterio. Gesù mi mostrò, e io vidi bene, come
i peccati della carne sono abominevoli, perché la persona
si condanna, anche se il mondo afferma che tutto è bene.
Da quando mi sposai, ebbi un solo uomo nella vita, mio marito;
ma i peccati stanno anche nei pensieri, nelle parole, nelle
azioni: fu veramente triste vedere come il peccato e l'adulterio
di mio padre ci fece tanto male. Nel mio caso, mi trasformò
in una persona risentita, sprofondai nel rancore contro gli
uomini, mentre i miei fratelli sono diventati copie fedelissime
di mio padre. Pensano di essere felici nel sentirsi molto maschi?
Sono donnaioli, bevono, e non si accorgono del male che fanno
ai propri figli. Per questo mio padre piangeva con gran sofferenza,
in Purgatorio, vedendo le conseguenze del suo peccato e dell'esempio
che diede loro.
Ci condanniamo, con la promiscuità, perché è
vivere come fossimo animali: topi, cani
qui e là
SETTIMO COMANDAMENTO: NON RUBARE
Anche calunniare è rubare. Figuratevi che io dicevo
di non aver mai rubato. Mi consideravo onesta: ma rubai a Dio!
Sì, rubai a Dio. Sono stata creata e sono nata per aiutare
a costruire un mondo migliore, per contribuire ad estendere
il Regno dei Cieli sulla terra. Ma, oltre a non aver adempiuto
questa missione, diedi cattivi consigli e danneggiai molta gente.
Non seppi usare i talenti che Dio mi diede. Quindi rubai, chiaro
che rubai! A quante persone rubai il buon nome, sollevando calunnie
o spargendole? Voi non potete immaginare quanto sono terribili
i peccati della nostra lingua!
E in che modo si riparano
!
Come riparare l'onore di qualcuno, dopo averne sparso il pettegolezzo,
o la calunnia?! Come restituire il buon nome a quella persona?!
Questo sì che è difficile! Ecco perché
in Purgatorio, chi ha fatto del male a qualcuno con le sue parole,
ha molto da soffrire. Quasi tutta la gente usa la lingua per
criticare, per distruggere, per offendere, per devastare il
buon nome delle persone. Queste lingue, laggiù, sono
causa di grande sofferenza! Bruciano!!! Come bruciano! Non potete
immaginare! Il Signore mi mostrò come c'inganniamo, nei
giudizi che facciamo sugli altri. Mentre noi, per esempio, guardiamo
con disprezzo una prostituta, Il Signore la guarda con infinito
Amore, con infinita Misericordia. Vede dentro di lei, conosce
tutta la sua vita, e sa cosa l'ha portata a prostituirsi. Sappiate
che molte di loro fanno questa vita a causa dei nostri peccati.
Anche per il nostro disprezzo e per la nostra mancanza di amore
al prossimo. Qualcuno ha mai steso la mano per aiutare una prostituta?
O verso qualcuno sorpreso a rubare? Passiamo la vita a giudicare
e a vedere i difetti degli altri, i loro errori, e a condannare.
Ma quando vediamo qualcuno fare qualcosa di sbagliato, almeno
chiudiamoci la bocca, pieghiamo le ginocchia e preghiamo per
quella persona. A volte non possiamo fare niente di più:
ma Dio può. Non giudichiamola, non critichiamola, altrimenti
pecchiamo più di lei. Non possiamo assolutamente sollevare
false testimonianze, o collaborare perché si divulghino,
né giudicare, né mentire, perché così
facendo rubiamo la pace del prossimo. E attenzione, perché
la menzogna è sempre menzogna, non ce n'è di grandi
o piccole, verdi o gialle, o color rosa: mentire è sempre
grave, e il padre della menzogna è satana.
Nel mio caso, tante bugie per che cosa? La mia vita fu messa
allo scoperto, alla Luce di Dio. E voi? ...Ma sappiate che dall'altra
parte, nessuno si fa avanti per litigare o reclamare
Là
c'è solo la vostra coscienza e Dio!
Nel mio giudizio, per esempio, i miei genitori stavano lì
a vedere le mie menzogne, ma mia madre non mi accusò.
Soltanto, mi guardava con infinita tenerezza. La mia peggiore
menzogna, poi, fu mentire a me stessa quando dicevo che non
uccidevo, non rubavo, che ero una brava persona, che non avevo
mai fatto del male a nessuno, e che Dio non esisteva; e che
sarei andata in Cielo lo stesso! Che vergogna tremenda, provavo
ora!
Il Signore continuò a mostrarmi che, mentre in casa mia
si sprecava il cibo, in altre case del mondo c'era la fame,
e mi disse: "Osserva: avevo fame, e guarda cosa ne facesti
di quello che ti avevo dato, lo sprecasti. Avevo freddo, e guarda
cosa facevi, schiava della moda, o di quel che si diceva di
te, delle apparenze: compravi le cose di marca, i gioielli,
arrivavi a spendere 150.000 pesos per ogni iniezione, per essere
snella, schiava del tuo corpo
Fino a fare di esso un dio.
Guarda quanti non hanno di che vestire, o di che mangiare, o
non sanno come pagare le bollette".
Gesù mi mostrò la fame dei miei fratelli,
e come anch'io fossi responsabile della fame e delle condizioni
in cui versava il mio Paese e il mondo intero
Perché
tutti siamo responsabili! Mi mostrò come io avevo a che
fare con tutto questo, perché quando avevo parlato male
di qualcuno, questa persona aveva perso il lavoro e il sostentamento
per la sua famiglia, e gli avevo rubato l'onore e il buon nome.
E dopo, come avrei potuto restituirglielo?! Mi mostrò
che era più facile restituire denaro rubato, perché
si poteva rendere, e quindi riparare il peccato. Ma quando si
ruba il buon nome di una persona, dopo che la calunnia si è
ormai propagata, chi può rendere l'onore di questa persona?
Si fa tanto male ad essa, nel lavoro, o nelle relazioni con
le altre persone! I matrimoni si distruggono! Tanto male! Tanto
male!
Ancora, rubavo ai miei figli la grazia di avere una madre in
casa, una madre tenera, dolce, che li amasse e accompagnasse!
Invece
! La madre via, i bambini soli, con "mamma"
televisione e "papà" computer, e i videogiochi
E mi credevo la mamma perfetta. Uscivo alle h. 5.00 del mattino
e non rientravo prima delle h. 23.00.
Per stare a posto con la coscienza, poi, compravo loro le cose
firmate e tutto quello che volevano.
Restai atterrita, quando vidi mia madre interrogarsi dove avesse
sbagliato
Cosa avesse dovuto fare e non fece, riguardo
alla mia educazione! Era una santa donna, che ci dava e seminava
in noi i principi secondo il Signore; e mio padre fu un uomo
buono, con noi. Perciò mi dissi: che sarà di me,
che non feci niente di tutto questo per i miei figli? Agghiacciata,
mi chiedevo: cosa sarà, quando Dio mi giudicherà
rispetto ai miei figli? Che spavento! Che dolore immenso! Rubavo
la pace ai miei figli: adesso lo vedevo, nel Libro della Vita.
Provai una gran vergogna! ...Nel Libro della Vita vediamo tutto,
tutta la vita come un film. Che pena fu vedere i miei figli
che dicevano: " Speriamo che mamma tardi ad arrivare! Speriamo
che ci sia molto traffico e arrivi più tardi! Perché
è così noiosa, antipatica, e quando arriva sta
sempre a brontolare e a gridare, tutto il giorno!". Che
tristezza, fratelli! Un bimbo di tre anni, e l'altro un po'
più grandicello, a dire queste cose! A sperare che la
madre non arrivi! Io rubai a questi bambini una madre, rubai
loro la pace che avrei dovuto dare in casa, non feci in modo
che conoscessero Dio attraverso di me, e amassero il prossimo.
Ma, del resto, non potevo dare quello che non avevo: non amavo
il prossimo! E se non amo il prossimo, non amo nemmeno il Signore.
Perché Dio è Amore
Anche mentire è rubare. In questo ero esperta, sapete?
Perché satana diventò mio padre. Infatti, tu puoi
avere per padre Dio, o satana. Se Dio è Amore, e io ero
odio, chi era mio padre? Se Dio mi parla di perdono e di amore
a coloro che mi fanno del male, mentre io dicevo che "chi
me la fa me la paga", ero vendicativa, bugiarda; e se satana
è il padre della menzogna, allora chi era mio padre?
Le menzogne son menzogne, e satana ne è il padre. I peccati
della lingua sono terribili! Vedevo tutto il male che avevo
fatto con la mia lingua, quando criticavo, quando deridevo,
quando davo nomignoli a qualcuno. Come si sentiva, quella persona!
Come le faceva male il soprannome con cui la deridevo, creandole
complessi d'inferiorità tremendi, capaci di distruggerla!
Per esempio, chiamai grassa una persona che lo era, facendola
soffrire; e a causa di questa parola, finì per distruggersi.
Vi racconto meglio. A 13 anni, facevo parte di quel gruppetto
di amiche, al quale era un onore, per me, appartenere
Un gruppetto di ragazzine raffinate ed esperte. Il Signore mi
mostrò come questa compagnia di "bravissime",
uccise spiritualmente una compagna di scuola. C'era in classe
una bambina grassa, obesa. Le mie amiche cominciarono a tormentarla,
a prenderla in giro, chiamandola con nomi offensivi, come foca,
elefante, e altri. Ci prendevamo gioco di lei. Lo facevo anch'io,
per non fare brutta figura con loro. Ora, nel Libro della Vita,
vedevo come questa poveretta aveva sempre più complessi
per la sua obesità. Si guardava allo specchio, e ogni
volta si vedeva più brutta. Così cominciò
ad odiarci, e ad odiare se stessa; e quanto più si guardava,
tanto più si odiava. E l'odio è morte, è
morte per l'anima. In preda a questa disperazione, la ragazza
un giorno bevve una bottiglia di iodio, per vedere se fosse
dimagrita! Ma sapete quello che successe? Sapete come finì,
per colpa dello iodio? Quasi cieca! Ebbe una forte intossicazione,
e restò quasi cieca! Per questo non tornò a scuola!
A noi non importò saperlo! Non la vedemmo più,
e non c'interessò sapere il perché!
Per questo vi dico, fratelli, che i peccati collettivi sono
molto gravi, gravissimi. Perché sono peccati nostri,
personali! Il peccato di quella ragazzina, fu il nostro peccato.
Il peccato della comunità, è anche il tuo peccato,
perché non hai fatto niente per evitarlo! E ciò
non vale solo per il peccato individuale, ma anche per quelli
dell'umanità, per i quali non hai fatto nulla affinché
si potessero evitare.
Il potere della parola
! Distruggemmo quella ragazzina,
mettendole dei soprannomi; il demonio entrò e la rovinò,
e adesso lei può a sua volta distruggere altri, con il
suo odio, così vanno formandosi le correnti del male.
Dove c'è odio, là c'è il maligno. Ecco
come assassinammo una compagna di scuola. Uccidemmo la sua anima!
Vent'anni dopo
Avevo una cugina molto carina; le insegnavo,
le consigliavo come vestirsi, come valorizzare il suo corpo,
truccarsi, ecc. Un giorno si ustionò gravemente, oltre
il 70% del corpo. Solo la faccia non si bruciò. Ma era
molto grave, poteva morire.
Io m'infuriai, m'infuriai con Dio, andai nella cappella dell'ospedale,
e dissi: "Dio, se esisti, provamelo! Dimostrami che esisti,
salvala!". Figuratevi la mia superbia! Ebbene, mia cugina
si salvò. Ma rimase completamente ustionata, con gravi
cicatrici. Le mani restarono deformate
Una tristezza.
A quell'epoca stavo già bene economicamente, e la portavo
a passeggio, a volte in piscina. Ma quando la mettevo in acqua,
tutta la gente usciva protestando e diceva: "Che schifo!
Ma perché esce di casa con questa creatura? Viene qui
a rovinarci le ferie!"
Questo dicevano, le persone che la vedevano! La gente è
cattiva, perversa, egoista, quando parla così, vedendo
la disgrazia degli altri. Di conseguenza, mia cugina cominciò
a non voler uscire di casa. Arrivò al punto di aver paura
delle persone! Ed infine ad odiarle! (Piange). il Signore mostra,
a ciascuno di noi, quando abbiamo messo in ridicolo un fratello,
senza una goccia di compassione. Che diritto hai di far soffrire
qualcuno, mettere soprannomi, e chiamare con nomi offensivi,
senza sapere quello che la persona prova? Che diritto hai d'essere
tanto crudele? Dio ti mostrerà quante persone hai assassinato
solo con una parola! Vedrai il potere terribile che ha la parola,
di uccidere le anime.
Eppure, se io andassi davanti al Santissimo, a chiedere la grazia
di riparare i miei peccati, Dio risanerebbe nell'anima mia cugina.
Perché il nostro è un Dio innamorato, e nella
misura in cui chiudiamo le porte al male, ci apre le porte della
benedizione. Quando il Signore mi fece l'esame dei 10 Comandamenti,
mi mostrò che dicevo di amare e adorare Dio, a parole,
ma in realtà adoravo satana. Criticavo tutto e tutti;
e tutti puntava col dito, la "santa Gloria"!... Mi
mostrò quando dicevo di amare Dio e il prossimo, ma ero
falsa e invidiosa
Mi mostrò come non fui mai riconoscente
ai miei genitori, né mai li ringraziai del loro impegno
per darmi una professione e potermi realizzare nella vita, tutti
gli sforzi e i sacrifici che fecero
Tutto questo non lo
vedevo. Appena iniziai la mia professione, perfino essi diventarono
inferiori ai miei occhi
Tanto da avere vergogna di mia
madre, per la sua umiltà a povertà. Guardate che
tutto questo è ignobile.
Dio mi fece un'analisi di tutta la mia vita, alla luce dei 10
Comandamenti: mi mostrò com'ero nei confronti del prossimo,
e nei confronti di Lui.
AMARE IL PROSSIMO
Mai, mai, ebbi amore, né compassione, per il prossimo,
per i miei fratelli di fuori. Non pensai mai, nel modo più
assoluto, ai malati, alla loro solitudine, ai bambini senza
la mamma, agli orfani
Con tanti bambini che soffrono,
tanta sofferenza, potevo dire: Signore, concedimi di accompagnarli
nel loro dolore
E invece no. Niente! Il mio cuore di pietra,
mai si ricordò della sofferenza altrui. La cosa più
terribile era che non feci mai niente per amore al prossimo!
...Per esempio, pagavo la spesa del supermercato a molta gente,
che non aveva i soldi e si trovava in necessità, ma non
lo facevo per amore: avevo il denaro, e non mi costava niente.
Io davo perché mi piaceva che tutti vedessero il gesto,
e dicessero che ero buona, che ero una santa. E come sapevo
approfittare delle necessità delle persone! Non davo
niente gratuitamente! Infatti dicevo: "Io ti faccio questo,
ma tu in cambio fammi il favore di andare, al mio posto, al
collegio dei miei figli, alle riunioni, perché io non
ho tempo
Portami le buste della spesa alla macchina
Fammi questo, fammi quello
". Così, manipolavo
tutti: facevo le carità per avere in cambio dei favori,
e mai perché la persona aveva bisogno. In più,
adoravo avere dietro di me un sacco di gente, che dicesse quant'ero
buona e generosa, perfino santa: perché c'era chi diceva
addirittura questo, ed era gente che mi conosceva bene! Nell'esame
che Gesù mi fece dei 10 Comandamenti, vidi come dall'avidità
uscivano tutti i miei mali. Fui accecata da questo desiderio
d'avere denaro, molto denaro, perché pensavo che sarei
stata felice quanto più ne avessi avuto. Peccato che,
proprio il periodo in cui avevo molti soldi, fu quello peggiore
per la mia anima, al punto da volermi suicidare. A dispetto
della mia ricchezza, mi sentivo sola, vuota, amareggiata, frustrata
Quest'avidità, questo desiderio di denaro, fu la strada
che mi condusse, per mano del maligno, ad allontanarmi e a staccarmi
dalla mano del Signore. Egli mi disse: "Tu avevi un dio,
e questo dio era il denaro, e a causa sua ti condannasti. Per
colpa sua, sprofondasti nell'abisso, e ti allontanasti dal tuo
Signore".
Quando mi disse "dio denaro"
Noi eravamo arrivati,
sì, ad avere molti soldi, ma ultimamente eravamo in rosso,
pieni di debiti, e non avevamo più un centesimo. Allora
gridai: "Ma quale denaro?! Quello che ho lasciato sulla
terra, non sono altro che debiti!..."
Nel mio esame sui 10 Comandamenti, non ne passai uno! Terribile!!!
Che spavento!!! Vivevo in un autentico caos!
Ma come?
Io?! Io, che mai avevo ucciso?! Che non facevo male a
nessuno?! Ecco quello che pensavo
E invece sì,
avevo ucciso tanta gente!
IL LIBRO DELLA VITA
Dopo l'esame dei 10 Comandamenti, il Signore mi mostrò
il "Libro della Vita". Mi piacerebbe poter avere le
parole per descriverlo. Che meraviglia! Vediamo tutta la nostra
vita, le nostre azioni e le loro conseguenze, buone o cattive
che siano, su noi e sugli altri. I nostri sentimenti e pensieri,
e quelli degli altri. Tutto come un film. Comincia dal momento
della fecondazione: vediamo la nostra vita a partire da questo
momento, e da qui veniamo presi per mano da Dio, che ci mostra
tutta la nostra esistenza. Nell'istante stesso della nostra
fecondazione, c'è come una scintilla di Luce Divina,
un'esplosione bellissima, e si forma un'anima, bianca
Ma non come il bianco che conosciamo! Dico questo colore perché
è il più simile, ma è così stupendo
che è impossibile descriverne a parole la bellezza, lo
splendore
L'anima è talmente bella, piena di luce,
incantevole, raggiante e piena d'Amore di Dio
Un Amore
di Dio impressionante. Non so se avete mai notato come i neonati,
spesso, ridono da soli, ed emettono quei suoni e balbettii.
Sapete? Stanno parlando con Dio! Si, perché sono immersi
nello Spirito Santo. Anche noi vi siamo immersi, ma la differenza
è che essi, nella loro innocenza, sanno approfittare
di Dio e della Sua Presenza.
Voi non potete immaginare che cosa meravigliosa fu vedere il
momento in cui Dio mi creò, nel grembo di mia madre.
La mia anima portata nella Mano di Dio Padre! Scopro un Dio
Padre così bello, meraviglioso, tenero, premuroso e affettuoso,
che ha cura di me 24 ore al giorno; che mi amò, mi protesse,
e sempre venne a cercarmi quando mi allontanavo, con infinita
pazienza. Io vedevo solo castigo, mentre Lui non era che Amore,
solo Amore, perché Egli guarda non la carne ma l'anima,
e vedeva come io mi andavo allontanando dalla salvezza.
Sapete, mia madre era sposata da 7 anni e ancora non aveva figli.
In quel momento era molto turbata, a causa della vita d'infedeltà
di mio padre: fu molto preoccupata e angosciata, quando si accorse
di essere incinta. Piangeva con grande afflizione. Ciò
ebbe una conseguenza tale, che mi segnò interiormente,
tanto che nella vita non mi sentii mai amata da mia madre! Eppure
lei fu sempre tanto affettuosa, tanto buona con me; mi diede
sempre amore e affetto, ma io dicevo e insistevo che lei non
mi amava, e vissi sempre con questo complesso. Per questo, solo
i Sacramenti sono la Grazia di Dio che ci cura. Quando mi battezzarono,
dovete vedere la festa che ci fu in Cielo! E' una creaturina
che riceve sulla fronte un sigillo, il Sigillo dei figli di
Dio! E' un fuoco! Il fuoco d'appartenenza a Gesù Cristo.
Ma vidi nel Libro della Vita come, già da piccolina,
cominciai a riempirmi delle conseguenze del peccato di mio padre
nel matrimonio, dei peccati che iniziai a conoscere, per esempio
le sue bugie, il vizio del bere, l'infedeltà, e la sofferenza
di mia madre. Tutto questo mi segnò, e causò in
me cattivi sentimenti, limiti emotivi e comportamentali.
I TALENTI
Il Signore mi disse: "Che ne facesti dei talenti che ti
diedi? ...Non li all'esterno, profumava meravigliosamente, con
profumi costosi, con abbigliamento usasti mai!"
Talenti?!
Io venni al mondo con una missione: quella di difendere il regno
dell'Amore. Ma dimenticai d'avere un'anima, tanto più
d'avere dei talenti, e più ancora d'essere le Mani Misericordiose
di Dio. Non sapevo nemmeno che tutto il bene che avevo tralasciato
di compiere, aveva causato tanto dolore a Nostro Signore. Vidi
i talenti davvero meravigliosi che Dio aveva messo nella mia
vita. Tutti noi, fratelli, valiamo molto per Dio. Egli ci ama
tutti, e ciascuno in particolare. Tutti abbiamo una missione
in questo mondo. Vidi il demonio preoccupatissimo perché
questi talenti, che Dio ha posto in noi, erano al servizio del
Signore.
Sapete ciò di cui più mi chiedeva conto il Signore?
Della mia mancanza d'amore e carità al prossimo, e mi
disse: "La tua morte spirituale cominciò quando
non ti lasciasti commuovere dalla sofferenza; eppure anche tu
l'avevi provata. Eri viva, ma morta". Se vedeste cos'è
la morte spirituale! Un'anima che odia, è spaventosamente
orribile, brutta, amareggiata, disgustosa, dà fastidio
e fa male a tutti. E' doloroso vedere la nostra anima, quand'è
piena di peccati
Io vidi la mia: firmato
Ma dentro,
una puzza tremenda, e sprofondata nell'abisso. Ecco perché
tanta depressione e amarezza. Il Signore mi disse: "La
tua morte spirituale cominciò quando non ti lasciasti
prendere dalla compassione per i tuoi fratelli. Era un avviso,
quando vedevi le tribolazioni dei tuoi fratelli da ogni parte,
o quando sentivi dai mezzi di comunicazione d'uccisioni, sequestri
Ma tu rimanevi di pietra! Solo dicevi, con la bocca: oh, poverini.
Ma non ti addoloravi, nel cuore non sentivi niente, avevi il
cuore di pietra, e fu il peccato a indurirtelo".
Ora vi racconto come il Signore mi mostrò i talenti.
Dovete sapere che alla TV non guardavo mai i notiziari, perché
non mi andava di vedere tanti morti, tante cose spiacevoli
M'interessava solo la parte finale: diete, oroscopo, potere
mentale, energie, e servizi su questo genere di cose
Tutta
roba che usa il demonio per distoglierci, per confonderci
Ora il Signore mi mostrava, nel Libro della Vita, come un giorno,
nella Sua strategia Divina, ritardò i programmi, e io
accesi la TV quando ancora le notizie non erano terminate: vidi
un'umile contadina, che piangeva sopra il cadavere del marito.
Devo dirvi, fratelli, che il demonio ci abitua al dolore degli
altri, a vedere la sofferenza altrui pensando che quel problema
non ci riguarda: chi sta male, si arrangi, perché il
problema non è mio. Ebbene, il Signore mi mostrò
come Gli fa male quando i giornalisti sono preoccupati solo
che la notizia impressioni, senza commuoversi; pensano solo
a vendere la notizia, senza preoccuparsi, in quel caso, di quella
donna! Quando accesi la TV e vidi quella contadina piangere,
provai un profondo dolore per la sua sofferenza; mi addolorò
realmente, quella povera donna. Era il Signore che permetteva
così! Prestai attenzione a ciò che si diceva,
e mi accorsi che il luogo dove accadevano quei fatti era nel
Venadillo, Tulima: la mia terra natale...! Ma subito dopo, cominciò
la parte delle rubriche, dove si parlava di una dieta fenomenale,
ed io mi dimenticai completamente della contadina, perché
m'interessava più la dieta.
Non pensai mai più
a lei!
Chi non dimenticò la contadina, fu Nostro Signore! Egli
mi aveva fatto sentire il dolore e la sofferenza di quella donna,
perché voleva che fossi io ad aiutarla. Era quello il
momento di usare i talenti che Lui mi aveva dato. Mi disse:
"Il dolore che provasti per lei, ero Io, che ti gridavo
di aiutarla. Fui Io a ritardare le notizie, perché tu
potessi vedere: ma non fosti capace di piegare le ginocchia
e pregare per lei, neanche per un minuto! Ti lasciasti annebbiare
dalla dieta, e non ti ricordasti più di lei!".
Il Signore mi mostrò la situazione di quella donna. Si
trattava di una famiglia d'umili contadini. Per prima cosa,
avevano chiesto al marito di abbandonare la casa in cui vivevano.
Al che, lui rispose di no, che non se ne sarebbe andato da lì.
Allora vennero degli uomini, per cacciarlo via. Quel contadino
li vide venire verso di lui, per mandarlo via, e si accorse
che erano armati e avevano intenzione di ucciderlo. Vidi tutta
la vita di quell'uomo: vidi e sentii lo spavento e l'angoscia
che provò; vidi come corse a nascondere i suoi bambini
e la moglie sotto delle cose, che sembravano enormi pentole
di terracotta. Lo vidi allontanarsi da lì correndo, ma
quegli uomini lo inseguirono. Sapete quale fu la sua ultima
preghiera? "Signore abbi cura di mia moglie e dei miei
figlioli: te li raccomando!". E l'uccisero! Cadde steso
al suolo. Quando spararono, il Signore mi fece sentire il dolore
di quella donna e dei suoi bambini, che non potevano gridare.
(Piange).
Così il Signore ci mostra il dolore che Lui prova, e
la sofferenza degli altri. Ma noi, spesso, c'interessiamo solo
delle nostre cose, e non ci preoccupiamo neanche un po' dei
nostri fratelli e delle loro necessità! (Continua a piangere).
Sapete cosa voleva il Signore? Voleva che m'inginocchiassi e
Lo supplicassi per quella famiglia, per quella mamma e i suoi
bambini! Dio mi avrebbe ispirato come avrei potuto aiutarli!
E sapete come? Bastava fare qualche passo e andare da un sacerdote,
che viveva di fronte a casa mia, e dirgli quello che avevo visto
in TV. Questo sacerdote era amico del parroco di quel villaggio,
(Venadillo, Tulima), e aveva una casa di accoglienza a Bogotà;
avrebbe aiutato quella donna.
Sapete, la prima cosa di cui rendiamo conto a Dio, prima ancora
dei peccati, sono le omissioni! Sono tanto gravi! Non immaginate
quanto! Un giorno lo vedrete, come l'ho visto io! Questi peccati
fanno piangere Dio! Sì, Dio piange, vedendo i suoi figli
soffrire per la nostra indifferenza e mancanza di compassione
del prossimo; per il fatto che tanti soffrono, e noi non facciamo
niente per loro! Il Signore ci mostrerà, mostrerà
a tutti, le conseguenze del peccato della nostra indifferenza
davanti alla sofferenza altrui. Tanto dolore, nel mondo, è
dovuto alla nostra indifferenza, disinteresse, e cuore duro.
Per riassumere un po': quella contadina, vedendosi perseguitata,
(infatti, cercarono di uccidere anche lei), scappò con
i suoi bambini, e cercò aiuto presso il sacerdote di
quel villaggio. Il parroco, desolato, le disse: "Figlia
mia, devi fuggire, perché se ti trovano ti ammazzano!"
In tutta fretta, fece ciò che gli sembrava meglio per
lei: la mandò molto preoccupato a Bogotà, le diede
un po' di denaro, e alcune lettere di raccomandazione!
Lei andò via di corsa; si presentò, con queste
lettere, nei vari posti che il parroco le aveva indicato, ma
nessuno la ricevette! Sapete dove andò a finire? Sapete
chi aiutò, alla fine, quella donna? Quelli che la costrinsero
alla prostituzione!!!
Il Signore mi diede ancora un'opportunità per aiutarla,
quando anni dopo la rividi! Fu un giorno che dovevo andare in
centro. Io detestavo andarci, perché è il posto
dove si vede più miseria, e siccome mi sentivo superiore,
non mi piaceva vedere povertà, indigenza, e cose del
genere. Ma in quel giorno dovevo proprio andarci, e mentre passavamo
di là, mio figlio mi chiede: "Oh!
Mamma, come
mai quella signora si veste così, e porta la gonna tanto
corta?". Io gli risposi: "Non guardare, figlio mio!
Queste sono donne spregevoli, che vendono il loro corpo per
piacere, per denaro: sono prostitute, sono delle immonde".
Figuratevi! Parlare così, e per di più avvelenando
mio figlio! Classificai senza pietà una sorella, caduta
in questa condizione a causa dell'indifferenza di un popolo.
Il Signore mi disse: "Gli indifferenti sono i tiepidi,
e Io li vomito! Un indifferente non entrerà mai in Cielo!
L'indifferente è colui che passa nel mondo e niente gli
importa, niente lo riguarda, se non la sua casa e i suoi interessi!
La tua morte spirituale cominciò quando smettesti d'interessarti
di quello che accadeva ai tuoi fratelli. Quando pensavi solo
a te e al tuo benessere!".
I TESORI SPIRITUALI
Io fui chiamata all'esistenza per aiutare a costruire un mondo
migliore, e usare i talenti, che il Signore mi aveva dato, per
contribuire ad estendere il Regno dei Cieli sulla terra. Ma
non lo feci!
Anzi! Quanti cattivi consigli diedi, e quanta
gente trascinai e rovinai, con i miei cattivi consigli e cattivi
esempi! Non seppi usare mai i talenti che Dio mi diede, non
li usai mai! Il Signore mi chiese anche: "Che tesori spirituali
mi porti?"
Tesori spirituali?! Le mie mani erano vuote! Allora mi disse:
"A cosa ti servono i due appartamenti che avevi, le case
che possedevi, gli ambulatori, che tu consideri di una professionista,
con grandi soddisfazioni? Forse hai potuto portarne qui un solo
mattone? A che ti è servito tanto culto al tuo corpo,
tutto il denaro speso per lui, tutte le preoccupazioni per stare
in forma? A cosa ti è servito sottoporlo a tante diete
che ti portarono a soffrire d'anoressia, bulimia, torturando
il tuo corpo? Facesti del tuo corpo, di te stessa, un dio! E
a che ti serve tutto ciò, adesso, qui? Eri molto generosa,
è vero, ma lo facevi perché ti ringraziassero,
per essere lodata, perché dicessero che eri buona. Manipolavi
tutti, con i soldi, perché in cambio ti facessero favori.
Dimmi: cos'hai portato qui? Quando ti visitai con la rovina
economica, non fu un castigo come tu pensasti, ma una benedizione.
Sì, quella bancarotta era per spogliarti di quel dio,
quel dio che servivi! Era per farti tornare a Me! Ma tu ti ribellasti,
ti rifiutasti di scendere dal tuo livello sociale, e imprecavi,
schiava di questo tuo dio denaro! Pensavi di aver ottenuto tutto
da sola, con le tue forze, con lo studio, perché eri
lavoratrice, lottatrice
Invece no! Guarda quanti professionisti
ci sono, con studi accademici migliori dei tuoi; quanti che
nel lavoro s'impegnano come o più di te: osserva le loro
condizioni
A te fu dato molto, ed è per questo motivo che molto
ti viene chiesto; di molto devi rispondere".
Pensate, d'ogni chicco di riso che sprecai, dovetti rendere
conto a Dio! Per tutte le volte che buttai il cibo nella spazzatura!
Nel mio Libro della Vita, vidi quand'ero piccola e la mia famiglia
era povera. Mia madre cucinava spesso i fagioli; e io li odiavo,
li detestavo. Dicevo: "Ancora questi maledetti fagioli?
Un giorno sarò tanto ricca, che non li mangerò
mai più". Vidi che una volta gettai via i fagioli
che mamma mi aveva servito, senza che lei se ne accorgesse,
e quando si sedette per mangiare notò il mio piatto vuoto.
Pensò che avessi mangiato in fretta perché avevo
molta fame, e mi servì un'altra volta, dandomi la porzione
riservata a lei: così rimase senza mangiare. Sapete,
il Signore mi mostrò che tra le persone a me più
vicine, chi soffrì spesso la fame a quel tempo, fu mia
madre. Avendo sette figli, molte volte rimaneva senza mangiare
perché mangiassimo noi, poiché eravamo molto poveri.
Ebbene, quel giorno rimase affamata per darmi, senza saperlo,
ciò che io avevo buttato nella spazzatura. Ma accadeva
anche, spesso, che non mangiasse perché bussava qualcuno
alla porta per chiedere cibo, e lei dava quello che stava per
mangiare. Soffriva la fame, ma non lo fece mai notare, non aveva
mai la faccia amareggiata, tanto meno triste, né alcun
altro segno. Anzi, era sempre col sorriso e non le si notava
niente. Vi ho già raccontato che gioiello di figlia ero?!
Chiamavo mio padre "Pietro spacca-pietra"(Fred dei
"Flintstones"), e a mia madre dicevo che era fuori
moda! Che era una vecchia antiquata, e altre cose del genere.
Fino la punto di negare che lei era mia madre, perché
ne avevo vergogna. Figuratevi!...
Eppure, non immaginate le grazie, le benedizioni che si spargevano
su di me e sul mondo intero, per merito di mia madre! Pensate
la grazia di avere una madre che va in chiesa e, davanti al
tabernacolo, offre le sue sofferenze e il suo dolore a Gesù,
e per di più confida! Confida in Lui!
Il Signore mi disse: "Mai nessuno ti amò, e ti amerà,
come tua madre! Mai! Nessuno ti amerà così teneramente
come lei!". Poi il Signore mi mostrava tutte le feste che
davo ( dopo il cambiamento della mia condizione sociale)
In quei banchetti, in quei buffet, metà del cibo finiva
nella spazzatura, senza pensarci su.
Il Signore continuò: "Guarda i tuoi fratelli, soffrire
la fame! Io avevo fame!", mi disse quasi gridando. Sapeste
come addolora il Signore la fame, il bisogno, e la sofferenza
dei Suoi figli! Come Lo rattrista il nostro egoismo e la nostra
mancanza di carità verso il prossimo!
E continuò a farmi vedere come in casa mia c'erano tante
cose raffinate e costose. In effetti, a quel tempo, avevo in
casa roba molto costosa, vestiti molto eleganti, costosissimi.
Il Signore mi disse: " Io ero nudo, e tu avevi gli armadi
pieni d'abiti costosi, che non usavi
". Vidi anche
che, quando vivevamo in un livello sociale alto, se le mie amiche
compravano abiti firmati, io dovevo acquistarne di migliori;
se una si comprava una bella auto, io dovevo prenderla migliore
Volevo sempre qualcosa di meglio rispetto a loro, perché
ero invidiosa. Il Signore mi disse: "Fosti sempre altezzosa,
facevi i paragoni con quelli che stavano meglio di te! Persone
ricche! E non guardasti mai a quelli che stavano economicamente
più in basso di te. Quand'eri povera, camminavi sulla
strada della santità, perché davi persino quello
che ti mancava". E mi mostrò quanto gradì
il mio gesto, una volta che mia madre, nonostante la nostra
povertà, riuscì a comprarmi delle scarpe da tennis
di marca. Io ero contentissima, ma incontrai un bambino di strada
che era scalzo, e sentii una tale pena per lui, che mi tolsi
le scarpe e gliele diedi. Tornai a casa senza calzature, e mio
padre quasi mi ammazzò! E non senza ragione: con la povertà
in cui eravamo, tanto sacrificio per comprarle, e io le regalai
per via, appena acquistate! Ma il Signore ne fu contento! Come
gli piaceva la strada per cui camminavo! Nonostante fossimo
una famiglia complicata e povera, Dio spargeva su noi molte
grazie e benedizioni per merito di mia madre, della sua bontà
e delle sue preghiere. Il Signore continuò mostrandomi
che, se non mi fossi chiusa alla Grazia e allo Spirito Santo,
avrei potuto aiutare molta gente, con i talenti che mi aveva
dato. Mi mostrò tutta l'umanità, e come noi rispondiamo
a Dio, a causa di ciò che abbiamo vissuto, tenendo il
cuore chiuso a Lui e allo Spirito Santo, e alle loro ispirazioni
divine. Mi disse: "Io ti avevo ispirato di pregare per
queste persone: se l'avessi fatto, il male non sarebbe entrato
in esse, causando tanto danno". Per esempio: una bambina
fu violentata dal padre: se io non mi fossi chiusa allo Spirito
Santo, avrei ascoltato le Sue ispirazioni Divine, e avrei pregato
per loro: così il maligno non sarebbe entrato in quel
padre, protetto dalla preghiera, e quella violenza non ci sarebbe
stata, né avrebbe causato tanta sofferenza. Oppure, quel
giovane non si sarebbe suicidato. Il Signore continuò
dicendomi: "Se tu avessi pregato, quella ragazza non avrebbe
abortito, quella persona non sarebbe morta sentendosi abbandonata
da Me, in un letto d'ospedale. Se avessi pregato, Io ti avrei
consigliato, affinché tu cominciassi ad aiutare i tuoi
fratelli. Io ti avrei guidato! Ti avrei condotto a queste persone.
Tanto dolore nel mondo, e tu avresti potuto aiutare!".
Mi mostrò quante persone soffrono al mondo, e quante
avrei potuto aiutare. Mai permisi che Lo Spirito Santo mi toccasse,
né mai mi lasciai commuovere per la sofferenza degli
altri. Il Signore mi disse: "Guarda la sofferenza del mio
popolo, guarda come avesti bisogno che Io ferissi la tua famiglia
con il cancro, perché tu ti commovessi per quanti soffrono
la stessa malattia! Ti commuovesti per i sequestrati, solamente
dopo che tuo marito stesso fu sequestrato". E quasi gridando:
"Ma tu, di pietra!!! Incapace di sentire amore!".
Per concludere, tenterò di spiegare come ci si vede nel
Libro della Vita.
Io ero molto ipocrita, falsa. Ero di quelli che davanti alla
persona fanno gli elogi, ma alle spalle ne parlano male; che
fuori parlano bene, ma dentro non si sente ciò che dicono.
Per esempio, elogiavo qualcuno dicendo: "Sei carina, che
vestito delizioso, ti sta benissimo". Ma dentro pensavo:
fai schifo, sei brutta, e ti credi di essere la regina! Nel
Libro della Vita si vede tutto questo, con la differenza che
vediamo anche i pensieri. Tutte le mie bugie vennero allo scoperto,
al "rosso vivo", così evidenti che tutti potevano
vedere. Quante volte uscii di nascosto da mia madre, perché
non mi lasciava andare da nessuna parte, quante bugie inventavo:
"Mamma, ho un lavoro di gruppo in biblioteca". Lei
ci credeva, e io me ne andavo a vedere un film pornografico,
o al bar a prendere una birra con le mie amiche. Ed ecco mia
madre lì, adesso, a vedere tutto nel Libro della Vita
Adesso niente era nascosto. Che vergogna sentii! Che vergogna!
Al tempo in cui i miei genitori erano poveri, portavo a scuola,
per merenda, del latte e una banana. Mangiavo la banana e buttavo
la buccia dove capitava; non mi venne mai in mente che qualcuno
potesse farsi male a causa di quella buccia di banana. Il Signore
mi fece vedere, in effetti, le conseguenze: chi cadde, chi si
fece male
Avrei perfino potuto uccidere qualcuno, con
la mia incoscienza e mancanza di misericordia.
Vidi, con gran dolore e vergogna, come solo una volta feci una
buona confessione, da adulta. Fu quando una signora mi diede
di resto 4.500 pesos in più, in un supermercato di Bogotà.
Mio padre ci aveva insegnato ad essere onesti, e mai toccare
neanche un centesimo di alcuno; mi accorsi in macchina dell'errore,
mentre andavo al mio ambulatorio, e dissi fra me: "Ma guarda
un po' quella stupida, quell'animale (era così che parlavo),
mi ha dato 4.500 pesos in più! Adesso mi tocca tornare
indietro! ...Ma guardando nello specchietto retrovisore, vidi
il traffico congestionato, e dissi: "No! Non torno indietro,
non voglio far tardi e perdere tempo! Peggio per lei ch'è
stata così idiota!". Ma rimasi col rimorso di quei
soldi. Da questo lato, mio padre ci aveva educato bene. La Domenica
mi confessai, e dissi: "Mi accuso di aver rubato 4.500
pesos, non avendoli restituiti; me li sono tenuti!". Non
prestai attenzione a ciò che il sacerdote mi disse, però
il maligno non poté accusarmi d'essere ladra!
Ma il Signore mi disse: "Fu una mancanza di carità
non restituire il denaro, perché per te 4.500 pesos era
niente, ma per quella donna era l'alimentazione di tre giorni".
La cosa più triste fu vedere come quella donna soffrì
la fame per un paio di giorni, per colpa mia, insieme ai suoi
due bambini; così mi mostrò il Signore. Quando
faccio qualcosa, ci sono le conseguenze dei miei atti, e chi
soffre a causa di essi: perché i nostri atti hanno sempre
le loro conseguenze. Quello che facciamo, ma anche quello che
non facciamo, porta conseguenze per noi e per gli altri! Tutti
vedremo queste conseguenze nel Libro della Vita. Quando arriverà
il momento di comparire davanti a Dio per il giudizio, lo vedrete,
come l'ho visto io. Quando si chiuse il mio Libro della Vita,
immaginate la mia tristezza, la mia vergogna, il dolore immenso
Il Libro della mia vita si chiuse nel modo più bello.
Nonostante il mio comportamento, nonostante i miei peccati,
la mia immondizia, la mia indifferenza, e i miei orribili sentimenti,
il Signore mi cercò fino all'ultimo istante: m'inviava
sempre strumenti, persone, mi parlava, mi gridava, mi prendeva
le cose, mi lasciò cadere in disgrazia per cercarmi,
e perché io Lo cercassi. M'inseguì sempre, fino
all'ultimo istante. Sapete Chi è, il nostro Dio e Padre?
E' un Dio potente, innamorato, che mendica presso ciascuno di
noi, perché ci convertiamo. Invece, quando le cose andavano
male, io dicevo: "Dio mi ha punito, mi ha condannato!".
Chiaro che non è così! Mai Egli ci condanna: infatti,
di mio libero arbitrio, scelsi liberamente chi fosse mio padre,
e non era Dio. Io scelsi satana come mio padre!
Quando fui colpita dal fulmine, prima di portarmi al "Seguro
Social" mi condussero in un ospedale pubblico, dove c'erano
tanti malati, tanti feriti, tanta sofferenza, e non si trovava
una barella disponibile per me. E quando coloro che mi portavano,
chiesero ai medici dove potessero mettermi, quelli dicevano
soltanto: "Laggiù, laggiù!". E i miei
soccorritori: "Ma laggiù, dove?". "Laggiù,
sul pavimento!". Ma essi non volevano lasciarmi per terra,
perché ero molto ustionata, e se avessi contratto un'infezione,
sarei certamente morta
Mentre stavo in un angolo, durante
queste ore, i medici mi guardavano con una faccia
E' che
non potevano lasciare qualcuno che aveva l'infarto, per esempio,
o era in condizioni molto gravi, ma con più possibilità
di sopravvivere rispetto a me, che invece ero tutta bruciata
come un "toast", e con ogni probabilità sarei
morta.
Io però ero cosciente, e parecchio irritata, mormorando
perché i medici non venivano da me. Ma ci fu un momento
in cui ero calma, senza brontolare, perché vidi Nostro
Signore Gesù Cristo, che stava chinato e si teneva vicinissimo
a me, mi toccava la testa con le Sue mani e mi consolava. Riuscite
a immaginarlo?! Riuscite a immaginare la tenerezza?! Io pensai:
sarà una allucinazione? Com'è possibile vedere
Nostro Signore qui?! Chiusi gli occhi, poi li riaprii, e continuavo
a vederlo lì! Mi disse, con grande tenerezza: "Vedi,
piccolina, tu stai per morire! Séntiti bisognosa della
Mia Misericordia". Immaginatevi
! Così dissi:
"Misericordia! Misericordia!", ma nel frattempo pensavo:
misericordia perché? Cos'ho mai fatto di male?
Non avevo coscienza dei miei errori, ma mi fu chiaro che stavo
per morire, questo sì! Ne rimasi rattristata
"Ahimé,
sto per morire!!! ...Ahimé, i miei anelli di diamanti!!!".
Mi ricordai subito dei miei anelli. Guardo, e vedo tutta bruciata
la carne delle dita, come se fossero esplose. Ma dicevo tra
me: "Devo toglierli, costi quel che costi! Altrimenti li
dovranno rompere, e perderanno il valore". Non pensavo
ad altro; vedevo le mie dita gonfiarsi, e pensavo solo a togliermi
gli anelli perché non li rompessero! Voi non immaginate
che odore sgradevole ha la carne bruciata. E quanto più
muovevo quegli anelli, tanto più questa puzzava. Sentivo
che sarei impazzita dal dolore, ma insistevo e dicevo a me stessa:
"No! No e no! Io devo riuscirci! Devo riuscirci, perché
a me, nessuno mi vince, e questa carne non mi si ingrosserà,
nossignore! Io tolgo questi anelli da qui, costi quel che costi,
non morirò con essi". Quando alla fine riesco a
sfilarli, mi ricordo improvvisamente: "Oh, no!!! Sto per
morire, e queste infermiere ruberanno i miei anelli!".
Nel frattempo arriva mio cognato. Io, tutta contenta: "Salva
i miei anelli!!!". Li consegnai a lui, che è medico,
e non poteva essere diversamente: perché altrimenti non
li avrebbe toccati, ma li avrebbe buttati via, e ben lontano!
Infatti erano bruciati, e con brandelli di carne attaccati.
Gli dissi di consegnarli a Fernando, mio marito, aggiungendo:
"Dì alle mie sorelle che prendano i miei figli perché,
poverini, resteranno senza mamma. Infatti, non me la caverò!".
La cosa peggiore fu che non approfittavo di quei momenti che
Gesù mi offriva, per chiederGli Misericordia e perdono.
Ma come potevo chiedere perdono, se pensavo di non avere peccati?!
Mi credevo una santa! Quando ci sentiamo "santi",
è allora che ci condanniamo.
Quando ebbi tolto gli anelli e li affidai a mio cognato, perché
li consegnasse a mio marito, mi dissi sollevata: "Ecco,
adesso posso morire!", e l'ultimo pensiero fu: "Ahimé,
con quali soldi mi seppelliranno, visto il mio conto bancario
in rosso?..."
Dio Padre ama tutti e ciascuno, indipendentemente dal fatto
che siamo buoni o cattivi; e con tale intensità che,
sino all'ultimo istante, viene fino a noi con tanta tenerezza,
ci abbraccia con tutto il Suo Amore
Egli vuole salvarci,
ma se non Lo accogliamo, se non Gli chiediamo perdono e misericordia,
riconoscendo le nostre colpe, ci lascia liberi di seguire quello
che abbiamo scelto. Se la nostra è stata una vita senza
Dio, molto probabilmente in quel momento Lo rifiuteremo, e Lui
ci rispetterà. Non ci obbliga ad accettarLo.
Così si chiude il mio Libro della Vita.
IL RITORNO
Ma quando il mio Libro della Vita si chiuse,
non potete immaginare come mi sentivo: ero veramente terrorizzata.
Mi vedo con la testa in giù, e sento di precipitare verso
una fossa. Poi si apre quella cosa che sembra una bocca, vi
cado dentro, e terrorizzata comincio a gridare a tutti i santi
di salvarmi. Non credereste la quantità di santi che
arrivai a nominare: S. Ambrogio, S. Isidoro, S. Agostino, ecc.
Neanche sapevo di conoscerne tanti, cattiva cristiana com'ero!
Ma quando finì la lista dei santi, restò il silenzio
Sentivo un vuoto immenso, un dolore e una vergogna enormi, e
mi accorsi che nessuno poteva fare niente per me! E mi dissi:
"
E tutta la gente, sulla terra, a pensare che io
sono una santa
A sperare che morissi, per chiedermi una
grazia. Dove vado, adesso?". Alzai gli occhi, e incontrai
quelli di mia madre. Sentii tanta tristezza, un dolore profondo,
perché lei avrebbe tanto voluto portarmi nelle mani di
Dio. Con grande confusione e sofferenza, le gridai: "Mamma,
che vergogna! Mi sono condannata! Dove vado, non ti vedrò
mai più!"
Ma in quel momento, Gesù le concede una grazia bellissima:
mia madre stava immobile, e Dio le permette di muovere le dita,
puntandole verso l'alto, e invitandomi a guardare lassù:
guardo, ed ecco uscirmi dagli occhi delle croste, spaventosamente
dolorose. Era la cecità spirituale che se ne andava,
e in quell'istante ci vidi: un momento meraviglioso.
Un giorno, una mia paziente, mi disse: "Dottoressa, io
provo molta, molta pena, molta tristezza, per lei. Perché
lei è troppo materialista. Ma un giorno che si trovasse
in qualche afflizione, o fosse in una situazione di pericolo,
qualunque sia, chieda a Gesù Cristo che la curi con il
Suo Sangue, e Gli chieda perdono: perché mai, mai, Egli
l'abbandonerà, avendo pagato il prezzo del proprio Sangue
per lei".
Allora, con grande vergogna e immenso dolore, cominciai a gridare:
"Signore! Gesù Cristo, abbi compassione di me! Perdonami,
Signore, perdonami! Dammi una seconda opportunità!"
Fu il momento più bello, più meraviglioso! Non
ho parole per descriverlo. Perché Gesù si chinò
e mi tirò fuori da quella fossa! Mi sollevò e
mi portò in un luogo piano, e mi disse, con molto amore:
"Sì, tu tornerai, e avrai la tua seconda opportunità
Non per la preghiera della tua famiglia, perché è
normale che piangano e gridino per te, ma per l'intercessione
di tutte le persone estranee alla tua carne e al tuo sangue,
che hanno pianto, pregato, ed elevato il proprio cuore con tanto
amore per te". Sapete cosa vidi? Vidi il grande potere
della preghiera d'intercessione, fratelli! Sapete come potete
stare sempre alla presenza del Signore? Pregate tutti i giorni
per i vostri figli, ma pregate anche per i figli delle persone
del mondo intero! Pregate per gli altri! In questo modo starete
alla presenza di Dio, tutti i giorni.
Vidi come salivano migliaia e migliaia di fiammelle di luce,
bellissime, alla presenza del Signore; erano piccole fiamme
bianche, stupende, piene di amore. Erano le preghiere di tante,
tante persone, che pregavano per me, che si erano commosse dopo
aver visto in TV e sui giornali quello che mi era successo,
e che pregavano e offrivano Messe. Il più gran dono che
si può offrire a qualcuno, è la S. Messa. Non
esiste niente di più efficace, che possa aiutare qualcuno,
di una S. Messa. E' anche ciò che Dio gradisce di più:
vedere i Suoi figli intercedere per il loro prossimo, e aiutare
il proprio fratello. La S. Messa non è opera dell'uomo,
ma di Dio.
Tra quelle piccole luci, però, ce n'era una enorme, bellissima:
una luce molto più grande di tutte le altre. Sapete,
fratelli, perché ora sto qui? Perché sono tornata?
Perché nella mia terra esiste un santo. Guardai con curiosità,
per sapere chi fosse quella persona che mi amava tanto, e il
Signore mi disse: "Quell'uomo che vedi lì, è
una persona che ti ama, molto, e neanche ti conosce". Mi
mostrò che si trattava di un povero contadino, che viveva
in montagna, nella Sierra Nevada di Santa Marta. Quest'uomo
era veramente povero, non aveva di che mangiare. Tutto il suo
raccolto era bruciato, perfino le galline che aveva, gli erano
state rubate dagli uomini della "guerriglia". Questi
ultimi, volevano prendersi addirittura a loro servizio il figlio
maggiore. Questo contadino, scende fino al villaggio per andare
a Messa. Il Signore mi fece prestare attenzione alle parole
con cui pregava: "Signore, ti amo! Grazie per la salute,
grazie per i miei figli! Grazie per tutto quello che mi dai!
Sii lodato! Gloria a Te!".
La sua preghiera era solo lode e rendimento di grazie a Dio!
Il Signore mi fece vedere come nel portafogli avesse una banconota
da 5.000 pesos, e una da 10.000, e questo era tutto ciò
che possedeva! Sapete cosa fece
? Diede il biglietto da
10.000 all'offertorio! Io ne mettevo solo uno da 5.000, e ciò
quando me ne davano qualcuno falso, al lavoro!
Lui, invece, non diede quella da 5.000, ma quella da 10.000,
nonostante questi soldi fossero tutto ciò che aveva!
E non era di malumore, né brontolava per la sua povertà,
ma ringraziava e lodava Dio! Che esempio, fratelli! Dopo, uscito
di chiesa, andò a comprare un pezzo di sapone azzurro
(da bucato); glielo incartarono in un foglio di giornale ("O
espectador"), del giorno prima. Lì c'era la notizia
del mio incidente, e la fotografia dove apparivo tutta ustionata.
Quando quest'uomo vede la notizia, man mano che legge, piange
commosso; tanto, come se io fossi qualcuno molto caro per lui,
e prostrato con la faccia a terra, supplica Dio con tutto il
suo cuore, dicendo: "Padre, mio Signore, abbi compassione
di questa mia sorellina, salvala, salvala Signore! Signore,
se Tu la salverai, se salverai la mia sorellina, ti prometto
di andare al "Santuario de Buga" a sciogliere il voto,
ma salvala. Per favore, Signore, salvala!". Pensate, quell'uomo
così povero, che non imprecava, né stava a lamentarsi
di soffrire la fame con la sua famiglia, ma anzi lodava e ringraziava
Dio
E con una capacità d'amore al prossimo così
grande che, pur non avendo di che mangiare, era disposto ad
attraversare il Paese per adempiere una promessa, in favore
di qualcuno che nemmeno conosceva!
Il Signore mi disse: "Questo è il vero amore al
prossimo! E' così che devi amare il prossimo
".
E fu lì che mi diede questa missione: "Tu tornerai
indietro, per dare la tua testimonianza, che ripeterai non 1000
volte, ma 1000x1000. Guai a chi, ascoltandoti, non cambierà,
perché sarà giudicato con più severità.
E questo vale anche per te, nel tuo secondo ritorno, per i consacrati
che sono i miei sacerdoti, e per chiunque altro che non ti darà
ascolto: perché non c'è peggior sordo di chi non
vuol sentire, né peggior cieco di chi non vuol vedere".
Questa, miei cari fratelli, non è una minaccia, tutt'altro!
Il Signore non ha bisogno di minacciarci. Questa è la
seconda opportunità che io ho, e lo è anche per
voi. Ciò dimostra che Dio è innamorato di noi,
e mette davanti ai vostri occhi questo specchio che sono io,
Gloria Polo. Perché Dio non vuole che ci condanniamo,
ma piuttosto che viviamo con Lui, nel Paradiso. Ma per questo,
dobbiamo lasciarci trasformare da Lui. Quando arriverà
la vostra ora, di partire da questo mondo, anche a ciascuno
di voi verrà aperto il "Libro della Vita";
quando morirete, tutti passerete per questo momento, così
come ci sono passata io. Là, vedremo tale e quale come
adesso, con la differenza che vedremo anche i nostri pensieri
e i nostri sentimenti, i nostri atti e le loro conseguenze,
le nostre omissioni e le conseguenze di esse
Tutto alla
presenza di Dio. Ma la cosa più bella è che ognuno
vedrà il Signore faccia a Faccia, che ci chiede di convertirci:
fino all'ultimo istante ci chiede questo, affinché in
verità cominciamo ad essere nuove creature con Lui, perché
senza di Lui non lo potremmo!
RECUPERO FISICO
Quando il Signore mi fece ritornare, i miei reni non funzionavano,
né mi facevano la dialisi perché non ne valeva
la pena, dal momento che stavo per morire
Ma improvvisamente,
essi ripresero a funzionare; lo stesso i polmoni, e anche il
cuore ricominciò a battere con forza. Potete immaginare
lo stupore dei medici! Ormai non avevo più bisogno delle
macchine!
Cominciò il mio recupero fisico, ma non sentivo niente
dalla vita in giù, e dopo un mese i medici mi dissero:
"Gloria, Dio sta facendo un miracolo con lei, perché
le è già ricresciuta la pelle fine su tutte le
ferite
Ma per le sue gambe non possiamo fare più
niente. Dobbiamo amputarle!" Quando mi dissero questo,
io, che ero una sportiva, mi ricordai: 4 ore di aerobica quotidiana,
per che cosa? ...Pensai solo di fuggire da lì, ma non
ci riuscii, perché le gambe non mi reggevano, e caddi.
Ero ricoverata al 5° piano, e mi portarono al 7° per
rimanervi fino all'intervento; lì trovo una signora che
aveva le gambe già amputate, ma a cui dovevano amputarle
nuovamente, più in alto. Vedendola, pensai che neanche
tutto il denaro del mondo era sufficiente per comprare quella
meraviglia che sono le gambe. Quando mi dissero che me le avrebbero
amputate, sentii una grande tristezza! Mai avevo ringraziato
Dio per le mie gambe, anzi: con la tendenza che avevo ad ingrassare,
soffrivo la fame come una sciocca e spendevo fortune per essere
elegante
E adesso, vedo le mie gambe nere, bruciate, senza
carne, ma per la prima volta ringrazio Dio di averle ancora.
"Signore, ti ringrazio per le mie gambe, e ti chiedo la
grazia di lasciarmele, perché possa camminare. Ti prego,
Signore, lasciami le gambe!". E comincio immediatamente
a sentirle: erano nerissime, senza circolazione, e dal venerdì
al lunedì, quando arrivarono, i medici rimasero sorpresi,
perché erano rosse e la circolazione si era ripristinata!
Stupefatti, mi toccavano e non volevano credere. Io dissi loro:
"Dottori, le mie gambe mi fanno terribilmente male, ma
credo non ci sia nessuno al mondo, così felice di sentire
dolore alle gambe, come lo sono io in questo momento!".
Il medico del 7° piano mi rispose che mai, in 38 anni di
servizio, aveva visto un caso simile.
Gli altri due miracoli che il Signore mi fece, furono il seno
e le ovaie. Il medico mi aveva detto che non avrei più
potuto avere bambini. Io ne fui contenta, perché pensai
che Dio mi aveva dato un metodo naturale per non rimanere incinta.
Ma, un anno e mezzo dopo, vedo che il mio seno comincia a crescere,
a gonfiarsi e a riformarsi. Rimasi meravigliata, e quando andai
dal medico, mi disse che aspettavo un bebé! E con questo
seno allattai mia figlia!!!...
A Dio nulla è impossibile !
CONCLUSIONE
Che il Signore vi benedica tutti, immensamente. Gloria a Dio
e gloria a Nostro signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!
Vi presento mia figlia. Questa bambina è il miracolo!
E' la figlia che Dio mi diede, con le ovaie bruciate! Ciò
che per i medici era totalmente impossibile! Ma per Dio, nulla
è impossibile!!! Eccola qui, si chiama Maria José!...
Gloria Polo vive attualmente in Colombia, e continua a esercitare
la sua professione. E' rimasta con enormi cicatrici, ma conduce
una vita normale; e adesso è una donna di grande fede!
Viaggia molto, trasmette la sua testimonianza a migliaia di
persone, e adempie la missione che Dio le ha affidato. (Ha l'autorizzazione
della Chiesa per farlo).Questa è la traduzione di un
CD, in cui è incisa la testimonianza che ha dato in una
chiesa di Caracas (Venezuela), il giorno 5 maggio 2005. E' tradotto
dallo spagnolo.
E' tutto vero!
Per ulteriori chiarimenti, si può visitare il sito su
Internet con tutte le informazioni, in lingua spagnola:
www.soldadoseucaristicos.yahoo.com
www.gloriapolo.com
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