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Cagliari ed il suo porto vantano tradizioni marinare legate alla pesca lunghe quanto la sua millenaria esistenza, considerando che le sue origini risalgono perlomeno al periodo di Roma. E' vero che i Sardi amavano vivere preferibilmente lontano dalle coste, e non sono mai stati un popolo marinaro, come ne insegna la storia, fin dall'arcaica civiltà nuragica, a causa delle ricorrenti incursioni barbariche e guerre di conquista che si succedettero lungo le sue coste nel corso dei secoli. La pesca quindi deve essere considerata come una attività marginale che si praticava essenzialmente all'interno nelle lagune o dei mari interni, con qualche sporadica e limitata escursione costiera, per il solo fabbisogno delle piccole comunità insediate lungo le coste.

(Immagine Cagliari)
Le barche usate per la pesca erano prevalentemente a fondo piatto e particolarmente adatte per la navigazione in acque calme e basse, famosi ("Is Cius" dello stagno di Santa Gilla). Questa attività può ritenersi sensibilmente immutata sino ai tempi relativamente recenti. Una testimonianza più recente sulla rilevanza economica di questo tipo di pesca ci è fornito ancora oggi da una curiosa piccola costruzione di forma cilindrica, con un piccolo Tetto spiovente, che si può vedere sul lato destro dopo il "primo ponte" della Scaffa , sulla vecchia strada per Pula, conosciuto da cagliaritani come la "Quarta Reggia". Ai tempi del regno d'Italia, questo edificio era l'Ufficio dazio in cui si versava il tributo erariale 1\4 di tutto il pescato nello stagno di Santa Gilla, motivo da cui ha origine il nome "Quarta Reggia" (esso era ancora in esercizio all'inizio di questo secolo). In quel periodo, la pesca era un lavoro pericoloso, faticoso, e caratterizzato da una vita grama, non era certamente un'attività ben vista da parte dei "cittadini" cagliaritani. Rimangono nella memoria le frasi di in vernacolo "bai a tirai cocciula" o "bai a sa Scaffa a arregolli cocciula" che venivano usate rivolte ai giovinastri e agli scansafatiche con intento offensivo. Per Cagliari del primo dopoguerra, la situazione non era quindi dissimile da quella delle altre piccole comunità rivierasche italiane, tanto è vero che le specie ittiche presenti sul mercato, il "Mercato Vecchio" nel Largo Carlo Felice, provenienti dalla piccola attività individuale erano poche per qualità economica che man mano riprende vigore anche per l'accorta politica di agevolazioni economiche sul consumo dei carburanti concessa ai pescatori sardi.Se restringiamo il nostro orizzonte al solo golfo di Cagliari possiamo affermare che anche la storia dei porti è abbastanza recente e riguarda quest'ultimo quarto di secolo.Alla fine della seconda Guerra Mondiale, esisteva solo il porto di Cagliari con la sua darsena e poche altre possibilità d'attracco limitate essenzialmente a moli di fortuna o piccoli pontili, per il carico scarico merci, legati a limitate iniziative industriali quali le Saline o talune imprese minerarie. Tralasciando l'aspetto della ricostruzione postbellica, quando il porto di Cagliari era costituito dal molo di Ponente, che lo proteggeva dalle mareggiate, e dalla darsena compresa fra il molo Sabaudo ed il Molo di Levante, si è giunti all'attuale configurazione con la costruzione della grande diga foranea, e la chiusura del molo dell'antiporto. Per quanto riguarda il resto del golfo, basta citare il porticciolo di Marina Piccola, la Calata Bonaria- Lega Navale, il Molo Nuovo, il nuovo imponente Porto Canale, per giungere sino ad oggi con le recenti iniziative del porto di Villasimius sulla costa orientale fino al porto di Teulada e Sant'Antioco sulla costa occidentale.Tutte queste opere appaiono però rivolte più all'attività di diporto che a quella produttiva di cui ci occupiamo in questa sede. CAGLIARI
Credevo di trovare una città un po' malandata, sgarrupata come spesso accade quando si visitano le città di mare e invece, appena ho messo piede nel capoluogo sardo, mi sono ricreduto: Cagliari è una città pulita, vivibile e tranquilla. Il centro storico poi è ben tenuto e molto caratteristico. Arroccato su di un colle e cinto da mura antiche è ricco di musei, chiese e palazzi che meritano di essere visti magari raggiungendoli con il trenino turistico (con guida multilingue) che dalla parte bassa della città arriva fino al borgo antico. La temperatura sempre alta e il caldo quasi asfissiante, pero, non mi hanno permesso di visitare tutto ciò che si poteva visitare, ho infatti preferito trascorrere la maggior parte del tempo in spiaggia (Villasimius, Baia Chia, Calamosca) piuttosto che gironzolare per monumenti e musei sotto il sole cocente. La rete dei trasporti pubblici è abbastanza efficiente e capillare sia per quanto riguarda la zona urbana che per quella extraurbana. Con i pullman della ARST è possibile raggiungere le più belle spiagge del cagliaritano nonché le più importanti località della Sardegna. Durante la mia permanenza a Cagliari ho soggiornato in un albergo a tre stelle nelle immediate vicinanze di P.za Matteotti, a due passi dal porto e dal borgo antico. Grazie alla posizione strategica dell'albergo potevo spostarmi anche a piedi per raggiungere il centro storico dove nelle numerose trattorie e pizzerie usavo pranzare e cenare. I cagliaritani (probabilmente solo quelli con cui ho parlato) li ho trovati un po' chiusi e poco propensi alla socializzazione, spesso quando chiedevo informazioni turistiche ricevevo indicazioni e risposte poco esaurienti e molto sbrigative, ma chissà forse sarà stato solo un caso di coincidenze ripetute.. Il mio giudizio finale per Cagliari rimane comunque positivo anche se mi aspettavo qualcosa in più soprattutto per quanto riguarda i divertimenti.

(Immagine bastione Cagliari)
Il borgo antico
Il borgo antico è caratterizzato da un miscuglio di stili architettonici ben visibili nei palazzi, nelle chiese e nei monumenti rimasti a testimonianza di un passato di invasioni e dominazioni che Cagliari ha vissuto nei secoli. Della civiltà romana, per esempio, rimangono i resti dell'anfiteatro, della necropoli di Tuvixeddu e la villa di Tigellio. Dell'occupazione pisana, invece, gli austeri torrioni militari, mentre di quella spagnola rimangono gli imponenti bastioni. Nella cittadella dei musei si trovano invece collezioni di opere di artisti sardi, reperti della preistoria di età fenicia-punica e della storia recente della Sardegna. Questa parte della città, che i cagliaritani chiamano 'il castello', è davvero un posto unico e molto suggestivo e merita sicuramente una visita, se non altro per scattare qualche foto al golfo di Cagliari da uno dei suoi numerosi belvedere.
Immagini di Cagliari
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